NUOVA RIPRESA RADAR DELLA SONDA CASSINI

L’Isola che non c’è… è ancora li

Inizialmente gli scienziati del team Cassini avevano pensato a un fenomeno passeggero e non a una peculiarità di quel mare fatto di idrocarburi, ma poi, appena qualche giorno fa, le immagini radar della sonda registravano nuovamente e più marcata quella peculiarità, oggetto di uno studio apparso su Nature Geoscience nel giugno scorso

La prima è stato avvistata nel luglio del 2013 nel gran Mare di Ligeia sul satellite di Saturno, Titano. il fatto è stato notato subito, perché la sonda Cassini aveva analizzato quell’area in precedenza e prima quanto appariva in quel momento visibile nell’immagine, non c’era. Ed è stato oggetto di uno studio apparso su Nature Geoscience nel giugno scorso e del quale abbiamo parlato su Media INAF.

Inizialmente gli scienziati del team Cassini avevano pensato ad un fenomeno passeggero e non a una peculiarità di quel mare fatto di idrocarburi, ma poi, appena qualche giorno fa, le immagini radar della sonda registravano nuovamente e più marcata quella peculiarità (vedete immagini sotto).

Crediti: NASA/JPL-Caltech/ASI/Cornell

Crediti: NASA/JPL-Caltech/ASI/Cornell

L’area interessata è grande circa 250 chilometri quadrati. Gli scienziati del team di questa missione NASA-ESA-ASI hanno escluso che possa essere determinata, l’immagine, da un mal funzionamento degli strumenti, pensano quindi che possano essere onde di superficie, piuttosto che bolle provenienti dal fondo o anche solidi galleggianti o sospesi appena sotto il livello del liquido. Ma anche qualcosa di molto più strano che ad oggi non si è in grado di ipotizzare.

Si ipotizza invece che questa “presenza” potrebbe essere correlata alle mutevoli stagioni su Titano, con l’estate che fa capolino nell’emisfero settentrionale della luna. Cogliere questi cambiamenti sulla superficie di Titano è uno degli obbiettivi principali per questa nuova fase della missione Cassini: «La scienza ama i misteri e ora abbiamo un emozionante esempio di un cambiamento in atto su Titano», ha detto Stephen Wall, il vice team leader della squadra radar di Cassini, con sede presso il Jet Propulsion Laboratory della NASA a Pasadena, in California. «Siamo fiduciosi di poter osservare ancora le modifiche in atto e poter comprendere quanto stia accadendo su quel mare alieno».