LA LUNA DI PLUTONE VISTA DA NEW HORIZONS

Spunta una testa d’Idra

La sonda New Horizons in viaggio per Plutone è riuscita a intravedere prima del previsto la piccola e debole Idra, la luna più esterna. Un risultato incoraggiante per la ricerca di corpi orbitanti sconosciuti che possono minacciare la missione

Animazione: la luna di Plutone Idra emerge debolmente nell’alternarsi delle immagini riprese dalla sonda spaziale New Horizons il 18 e 20 luglio 2014. Crediti: NASA / Johns Hopkins Univ. APL / SRI

Animazione: la luna di Plutone Idra emerge debolmente nell’alternarsi delle immagini riprese dalla sonda spaziale New Horizons il 18 e 20 luglio 2014. Crediti: NASA / Johns Hopkins Univ. APL / SRI

La sonda New Horizons, mentre continua il suo viaggio verso Plutone, nel cui sistema entrerà  tra maggio e giugno del prossimo anno, affina le sue tecniche di ricognizione. Utilizzando LORRI (Reconnaissance Imager Long Range), una delle fotocamere scientifiche di bordo, New Horizons è riuscita a scorgere il primo avamposto del sistema plutoniano, la piccola luna Idra, il satellite più esterno del pianeta nano. Le immagini sono state scattate per prendere confidenza con il processo di produzione di mosaici a lunga esposizione, che il team di New Horizon utilizzerà per la ricerca di lune non ancora conosciute e detriti potenzialmente pericolosi nei pressi di Plutone. L’analisi delle immagini, effettuata da John Spencer del Southwest Research Institute e Hal Weaverdel del Johns Hopkins Applied Physics Laboratory, ha rivelato Idra, una luna che i membri della missione New Horizon non si aspettavano di poter vedere fino al prossimo gennaio, quando New Horizons sarà circa due volte più vicino di quanto lo fosse nel luglio scorso, al tempo in cui le immagini sono state riprese.

Per rilevare Idra, New Horizons ha scattato 48 immagini con un’esposizione di 10 secondi per due differenti giorni. Il team ha combinato le riprese che offrivano le migliori viste di Idra per produrre due immagini finali con una sensibilità molto alta, dove Plutone compare come una macchia brillante sovraesposta al centro dell’inquadratura, mentre la striscia scura visibile più a destra è un artefatto della fotocamera causato dalla sovraesposizione intenzionale. Le immagini relative alle due date appaiono quasi identiche, ma una lieve differenza può essere apprezzata rimuovendo – come hanno fatto gli scienziati – lo sfondo affollato di stelle che non cambiano di posizione nelle differenti riprese. Idra, che si è mossa tra un giorno e l’altro, si rivela come una coppia di macchie chiare e scure sovrapposte, appena sopra Plutone.

Immagini composite del sistema di Plutone ripreso dalla sonda spaziale New Horizons a due giorni di distanza. A destra l’immagine “differenza” fra le due, in cui si può scorgere la luna Idra che ha cambiato posizione,  come evidenziato dalle crocette rosse e verdi. Crediti: NASA / Johns Hopkins University Applied Physics Laboratory / Southwest Research Institute

Immagini composite del sistema di Plutone ripreso dalla sonda spaziale New Horizons a due giorni di distanza. A destra l’immagine “differenza” fra le due, in cui si può scorgere la luna Idra che ha cambiato posizione, come evidenziato dalle crocette rosse e verdi. Crediti: NASA / Johns Hopkins University Applied Physics Laboratory / Southwest Research Institute

 

«Sono entusiasta di questo primo rilevamento di Idra», ha commentato il responsabile scientifico di New Horizons Alan Stern, del Southwest Research Institute. «É arrivato un po’ come un bonus dalle attività spaziali di quest’estate».

Gli strumenti di elaborazione utilizzati per combinare le immagini e individuare “bersagli mobili” sono gli stessi che il team utilizzerà – come si è accennato – per la ricerca di nuove lune, assai più piccole della già minuta Idra, quando New Horizons si troverà più vicino a Plutone, molto meno dei 430 milioni di km da cui sono state scattate queste immagini. «Usando queste tecniche, Idra è come spuntata fuori dai dati, anche se è ancora molto debole – sotto la soglia di rilevamento per cui la fotocamera di New Horizons è stato progettata – e ancora molto vicina a Plutone», ha detto Spencer. «Siamo veramente contenti di vederla, perché dimostra che le nostre tecniche di ricerca dei satelliti funzionano, e che la nostra fotocamera è operativa in maniera superba. Ma è anche emozionante semplicemente il fatto di vedere un terzo membro del sistema – oltre Plutone e la luna maggiore Caronte – entrare nel campo di vista, come riprova che ci siamo quasi!».