NAMIBIA E CILE I POSSIBILI PAESI OSPITI

L’emisfero sud nel futuro del CTA

I due siti sono stati giudicati i migliori tra quelli proposti dalle nazioni interessate e accuratamente valutati sia dalla collaborazione CTA, sia da un comitato indipendente formato da super-esperti nella scelta di siti per telescopi ottici

Il sito in Namibia

Il sito in Namibia

Passo avanti nel programma CTA (Cherenkov Telescope Array) con la decisione di iniziare a negoziare due possibili siti nell’emisfero SUD, uno in Chile, non lontano dal sito scelto da ESO per lo ELT, uno nel sud della Namibia.

I due siti sono stati giudicati i migliori tra quelli proposti dalle nazioni interessate e accuratamente valutati sia dalla collaborazione CTA, sia da un comitato indipendente formato da super-esperti nella scelta di siti per telescopi ottici.
Infatti, un sito per astronomia gamma da terra deve conciliare le richieste sulla qualità ottiche del cielo con quelle proprie dell’astronomia gamma che riguardano la quota, la conformazione del terreno e il valore del campo magnetico locale. A tutto questo vanno unite considerazioni sulla raggiungibilità dei siti, oltre alla disponibilità di energia elettrica, connessioni internet ad alta velocità, senza dimenticare l’acqua, che spesso manca nei deserti che piacciono tanto agli astronomi.

Dal momento che i telescopi Cherenkov registrano il brevissimo lampo di luce originato dallo sciame di particelle prodotte dall’interazione di ogni fotone gamma con l’atmosfera, occorre che i telescopi siano alla quota ottimale non troppo alta, per non perdere i fotoni di maggiore energia che sopravvivono più a lungo nell’atmosfera, e non troppo bassa, per evitare l’assorbimento della radiazione bluastra prodotta. Occorre anche che la zona scelta sia un altipiano pianeggiante abbastanza vasto per ospitare i circa 100 telescopi previsti.

Il sito in Cile

Il sito in Cile

Oltre a basarsi su anni di esperienza dei telescopi gamma già in funzione, quali Magic, Hess e Veritas, sono stati sviluppati diversi programmi di simulazione adattati alle condizioni locali dei diversi siti proposti, specialmente per quanto riguarda il valore del campo magnetico le cui piccole variazioni a livello locale possono influire sullo sviluppo dello sciame, quindi sulla capacità di ricostruire accuratamente la direzione di arrivo di ciascun fotone. Mentre le condizioni astronomiche sono state giudicate migliori nel sito del deserto cileno di Armazones (vicino al luogo scelto per la costruzione di ELT), le condizioni “magnetiche” appaiono migliori in Namidia, mettendo i due siti in posizione di sostanziale parità.

Ora l’organo di governance di CTA dovrà iniziare in parallelo le negoziazioni con il governo del Cile e della Namibia che si dovranno impegnare a sostenere la costruzione dei siti e, se è il caso, formulare le loro richieste.
La decisione sui siti proposti nell’emisfero Nord è stata rimandata perché il comitato ha ritenuto che ci fossero ancora dei problemi tecnici da chiarire prima di scegliere tra le proposte di Messico, Spagna e Stati Uniti.

“Come rappresentante di INAF sono molto contenta che si sia riusciti a raggiungere il consenso sulla scelta dei siti SUD” dice Patrizia Caraveo che ha partecipato alla riunione a porte chiuse per la scelta del sito. “Per noi, come per il resto della collaborazione CTA, questa scelta è un passo fondamentale dal momento che INAF pianifica di costruire quanto prima nel sito SUD un mini array di piccoli telescopi. È’ il completamento del progetto bandiera ASTRI, dedicato allo sviluppo di un nuovo tipo di telescopi Cherenkov, che continua ad essere finanziato dal MIUR attraverso il progetto premiale TECHE.it, che stiamo iniziando insieme ad INFN”.