PER IL PROGETTO GAPS - II PARTE

Una notte al TNG

La lista di oggetti che lo science team di GAPS ha selezionato per questa notta prevede circa 40 stelle che sono indicate con delle sigle: Kp (known planet, pianeta noto), M (stelle di tipo M) e Mp (metal poor, stelle povere di metalli).

Telescopio-nazionale-galileoLa percentuale di umidità nel frattempo è arrivata al 73% ma ha un trend in salita. Se si arriva all’85% si deve chiudere la cupola!

La lista di oggetti che lo science team di GAPS ha selezionato per questa notta prevede circa 40 stelle che sono indicate con delle sigle: Kp (known planet, pianeta noto), M (stelle di tipo M) e Mp (metal poor, stelle povere di metalli).

Il primo oggetto viene puntato due volte: il primo puntamento serve per calibrare il fuoco del telescopio. Il suono della campanella ci dice che il puntamento è stato completato. Una volta terminata l’operazione si passa al secondo oggetto. Si sente il telescopio muoversi alla ricerca nel cielo della seconda stella. Un pensiero va a quei pianeti attorno a stelle così lontane… Ma l’attenzione ritorna al monitor. Ora si deve riconoscere tra le stelle di campo quella di interesse selezionandola con la camera di guida. 900 secondi, pari a 15 minuti, è il tempo di esposizione (standard) adottato da GAPS  per acquisire la spettro della stella e ricavarne i valori di velocità radiale. Nel frattempo Ennio aggiorna il report della stella puntata in precedenza per evitare di dover poi far tutto in un solo colpo al mattino quando, finalmente, sarà ora di andare a riposare.

Le operazioni da compiere per ogni singola stella, come per esempio il tempo di esposizione, sono già decise in anticipo e riportate in un Observing Block che l’astronomo osservativo ha con sé e consulta sempre.

Ore 20:01: Daniele ci informa che il valore dell’umidità sta continuando a salire e che potrebbe farci chiudere la cupola per una buona parte della notte!  Siamo al 76%.

Ore 20:45: tentiamo un’uscita per contemplare il cielo a occhio nudo con una macchina fotografica in mano. Siamo travolte dall’oscurità ma la Luna ci guida verso l’edificio alto 24 metri che ospita il TNG con grande difficoltà perché il vento soffia a 12-14 m/s, più di 40 chilometri orari, e ci fa percepire i 5 °C di temperatura come fossero -7 °C! Tutto dura meno di un minuto, ma i nostri occhi fotografano l’immensità del cielo e delle nuvole oltre il dirupo. Sembra davvero di toccare le stelle!

Nel frattempo, Ennio è arrivato a puntare il quinto oggetto della notte. Improvvisamente squilla il telefono, non la campanella… Allarmi ovunque! Chi sarà mai? Si cerca qualcuno, un tecnico, un certo Miguel. Daniele continua il monitoraggio, si arriva a valori di umidità pari a 84%. Rischio chiusura cupola TNG in vista!

Ore 21:00: l’umidità scende a 80%, tiriamo un sospiro di sollievo. Il puntamento della stella MP10 mostra chiaramente la presenza di una stella compagna. Per esserne certi, Ennio consulta il database degli oggetti GAPS e nota che la stella in questione non era mai stata osservata. Siamo testimoni della prima osservazione compiuta con HARPS-N di questo sistema binario! Un qualunque catalogo stellare, come SIMBAD, permette di avere tutte le informazioni utili sulla stella che si sta puntando.

“Gli oggetti da osservare possono avere priorità alta o bassa”, ci spiega Ennio Poretti. “Per ciascuna notte è stabilita una schedula delle osservazioni che può essere modificata dall’osservatore sulla base del seeing del momento, dell’altezza e della magnitudine della stella.”

Ore 21:08: per la prima volta ho il privilegio di fare il puntamento della stella M44 che viene accompagnata da pop corn che Daniele ha preparato, caldi… Buonissimi!

Ore 21:15 l’oggetto puntato è una stella doppia, ma ben tre sono le stelle nel campo di vista e per individuare la nostra stella si deve usare un direttorio che contiene tutti i cataloghi, le cartine, i report delle osservazioni GAPS compiute nel corso del tempo. Selezionando la cartina della stella in esame conservata in questo direttorio possiamo individuare in modo univoco la stella e quindi puntarla!

Ore 21:48: umidità al 76%, meno male, sta scendendo! Le osservazioni continuano.

Ore 23:16: Ennio e Daniele si mettono a parlare animatamente. Gli chiediamo se vi è qualche IMG_5855problema nelle osservazioni. L’astronomo dice di no, ma avendo valutato che c’è un po’ di tempo in più vale la pena osservare un oggetto che si trova in un ammasso aperto. Ennio si chiede perché non sia  in schedula per quella notte e decide di fare un collegamento Skype con il chair del progetto GAPS, Isabella Pagano, dell’INAF di Catania. Collegamenti via Skype o via e-mail fra l’osservatore e gli altri membri GAPS sono frequenti. Ad esempio, nella notte precedente, ci racconta Ennio, uno scambio di messaggi col Principal Investigator della proposta osservativa, Alessandro Sozzetti dell’INAF di Torino, ha permesso il preciso riconoscimento di due stelle vicine, una “appartenente” a GAPS e l’altra a un altro programma,  quindi assolutamente non puntabile dall’astronomo osservatore GAPS.

Ore 23:35: Mentre si parte col puntamento Daniele Carosati si accorge che l’interfaccia dell’auto guida è congelata, in pratica i monitor dei pc sono piantati. Capiamo che la situazione si sta congelando anche in sala controllo. I due si guardano e convengono che sia meglio “abortire l’operazione per ammazzare l’interfaccia”. Ci guardiamo anche noi e decidiamo che, visti i toni, è giunto il momento di porre fine alla nostra notte osservativa e di andarcene a dormire.

In realtà la cosa si risolve in pochi minuti. Durante le notti di osservazione capita spesso di dover far fronte a piccoli problemi strumentali/informatici che di solito si risolvono senza danni. La notte è andata a buon fine con il 100% degli oggetti in lista osservati! Tutto questo lo abbiamo naturalmente saputo leggendo il report che a fine notte l’osservatore GAPS deve compilare per informare gli altri membri e che, solitamente, arriva verso le 8 – 8:30 del mattino.

IMG_5893Il giorno dopo splende ancora il Sole, si va in visita al GanTeCan che con il suo specchio di 10 metri di diametro, ha una struttura veramente notevole.

Ore 12:00. Si riparte per tornare a Santa Cruz. Ciao TNG, ciao Roche e ciao paesaggio marziano!

<Leggi la prima parte dell’articolo>

Foto © Sabrina Masiero (INAF – OAPd e FGG-TNG)