LA NASA PROLUNGA LA VITA DELLA ISS

Ancora 4 anni

Non più 2020, ma 2024. La NASA ha annunciato altri quattro anni di vita e di relativo sfruttamento della Stazione Spaziale Internazionale. Questa volta senza l'ok preventivo dei paesi partner, ma un'interesse di massima a continuare ad investire nella casa comune orbitante dello spazio in attesa che i ritorni, non solo scientifici ma anche economici, si palesino. D'altron de il futuro dell'esplorazione umana per ora non è visibile e buttar giù la ISS costa.

stazione spaziale internazionale 9_highFour more years. Ancora 4 anni diceva il presidente Obama in occasione della sua rielezione. Ma ancora quattro anni l’aveva detto anche riferendosi alla Stazione Spaziale Internazionale, la cui fine vita, 2016, in accordo con tutti i partner, ha voluto prolungata al 2020.

D’altronde la Stazione Spaziale Internazionalese è in orbita dal 1998, anno di lancio dei suoi primi moduli, è, però, completamente operativa, cioè in grado di ospitare permanentemente sei astronauti, solo dal febbraio 2010. Neanche quattro anni fa. Uno sforzo umano e finanziario imponente che ha visto la partecipazione di 16 paesi, tra cui l’Italia, e che doveva essere concluso nel 2004.

E altri quattro anni sono quelli che ha annunciato la NASA. Non più 2020 ma 2024 e chissà che non si arrivi al 2028, data indicata come limite del suo funzionamento. D’altronde l’obiettivo iniziale era di poterla sfruttare appieno almeno dodici anni, dal 2004 al 2016, con questa nuova estensione temporale si arriva a 14 anni, ma soprattutto si può far valere l’enorme investimento. Tanto per essere chiari la commissione istituita dall’allora amministratore della NASA Sean O’Keefe, nel 2001, riteneva fosse più sensato abbatterla. Il dibattito fu lungo, con George Bush figlio che voleva la Luna e al diavolo la ISS. Poi vinse la ragionevolezza e soprattutto il parere dei paesi partner (Europa compresa) che nel ritorno alla Luna avrebbero avuto solo un ruolo da comprimari.

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Se non si dà un po’ di prospettiva, sembrano essersi detti alla NASA, è difficile che i privati investano in ricerca sulla ISS. E qualche mal di pancia devono averlo mostrato anche Space X e Orbital, che nel settore lanciatori, che si sono sostituiti allo Shuttle. Molti investimenti e poco, forse troppo poco tempo, per guadagnarci.

C’è un’ultima considerazione da fare: dopo la Stazione Spaziale Internazionale al momento c’è il vuoto per quanto riguarda l’esplorazione umana. A Washington in questi giorni discutono del futuro. Un futuro che però ancora non c’è se non qualche vago progetto per lo sfruttamento degli asteroidi. Fino a che quel futuro non comincerà ad essere prossimo tanto vale tenersi il presente, la ISS.

Senza contare che buttarla giù costa.