OLTRE 1200 PERSONE ALL'INAF DI PADOVA

Tenendo accese le stelle …

E’ iniziata alle cinque del pomeriggio la lunga notte europea dei ricercatori a Padova. Tema di quest’anno il Viaggio. Giochi, spettacoli, conferenze e mostre che hanno richiamato un pubblico attento e curioso. Un pubblico che in questo periodo di profonda crisi ha comunque voglia di credere nel futuro e che, per questo, si rivolge agli scienziati per avere risposte ma, soprattutto, per conoscere perché, a differenza di chi ci governa, sa quanto questo sia importante.

Fino all’inizio degli anni Trenta nessuno sapeva perché le stelle stavano accese, oggi l’abbiamo capito e io sono infinitamente contento di vivere in questo momento della Storia”. Parole di Giovanni Bignami, presidente INAF, intervistato in un bellissimo libro di Mario Calabresi, “Cosa tiene accese le stelle” appunto.

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(c) Tristan Cantat Gaudin

Con la lettura di questo brano, da parte dell’attore Filippo Tognazzo accompagnato dalla chitarra di Luca Francioso, si è conclusa la prima parte di uno degli eventi organizzati alla Specola di Padova dall’INAF e dal Dipartimento G. Galilei. Special guest di questo evento il Sistema Solare, egregiamente presentato dai cinque astronomi che si sono messi in gioco nel non facile confronto con i professionisti del palco. Valeria Zanini, Gabriele Cremonese, Ivano Bertini, Giusy Sulli e Fiorangela La Forgia ci hanno raccontato dei viaggi che gli astronomi compivano nel passato per andare a osservare e studiare fenomeni celesti quali eclissi di Sole o passaggi di Venere. Ma ci hanno raccontato anche dei viaggi compiuti dalle sonde spaziali, come la Voyager 1 che partita nel 1977 è ora molto oltre l’orbita di Urano e di quelli compiuti dalle comete, le viaggiatrici per eccellenza del nostro sistema planetario e anche del tempo grazie alla loro natura primordiale.

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Il cortile del Castello Carrarese con le dirette dai telescopi (c) Tristan Cantat Gaudin

Sempre il viaggio è stato il tema dell’evento clou della serata, svolto all’interno della splendida cornice del Castello Carrarese, da poco in restauro, adiacente alla Specola, concesso in uso agli astronomi padovani per portare il pubblico letteralmente in viaggio per il Mondo in compagnia dei nostri connazionali che si trovano nei siti di osservazione più importanti del pianeta. Simone Zaggia e Marco Gullieuszik a Padova hanno gestito, aiutati da Enrico Held, Roberto Ragazzoni e John Cannon, i collegamenti effettuati in remoto con Asiago (Schmidt e Copernico), Australia (Keck), Arizona (Large Binocular Telescope), Cile (Very Large Telescope) e Canarie (Telescopio Nazionale Galileo).

 

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(c) Tristan Cantat Gaudin

 

Molte delle persone che erano arrivate già alle cinque per giocare alla Tombola dell’Universo sono rimaste fino alla fine, in particolare i bambini per cui è stato pensato questo classico gioco rivisitato in chiave astronomica, una volta finito hanno voluto restare ad ascoltare gli astronomi fino alla mezzanotte. La tombola, patrocinata dall’ESO che ha fornito anche i premi, è stata progettata da alcuni ricercatori padovani ed è stata un vero successo per l’attenzione e l’entusiasmo che i piccoli visitatori hanno mostrato.

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(c) Tristan Cantat Gaudin

Oltre a tutto ciò una ventina di ricercatori e tecnici dell’INAF e del dipartimento hanno risposto ininterrottamente per 6 ore alle domande della gente che visitava le mostre sulle strumentazioni per l’osservazione astronomica, sui pianeti extrasolari e sulle ricadute dell’Astronomia. Il pubblico ha potuto dialogare a tu per tu con loro soddisfando curiosità e tornando in casa con qualcosa in più: l’idea che dietro alle grandi scoperte c’è tanto lavoro, tanta gente con competenze diverse e tanta voglia di conoscere.

Per questo pubblico, che è rimasto con occhi e orecchie incollati a quanto gli abbiamo raccontato, e per gli oltre 70 ricercatori e tecnici dell’Astronomia padovana che hanno contribuito a 360° al successo di questa notte europea dei ricercatori vale la pena di tenere accese le stelle. Sempre.

Alcune fotografie dell’evento