NELLA CINTURA DEGLI ASTEROIDI

Il cimitero delle comete Lazzaro

Studiando 12 comete scoperte nei pressi della cintura di asteroidi tra Marte e Giove, un gruppo di astronomi colombiani ha scoperto l’esistenza di un cimitero di comete inattive, pronte a rianimarsi se si avvicinano a sufficienza al Sole.

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L’illustrazione in alto mostra il modello convenzionale per la cintura degli asteroidi, composta principalmente di materiale roccioso. In mezzo il modello proposto dal nuovo studio, con un piccolo numero di comete attive e una consistente popolazione di comete dormienti. In basso, come poteva apparire nel giovane Sistema Solare. Crediti: Ignacio Ferrin/University of Antioquia

Contraddicendo la convinzione che le comete abbiano tutte origine in zone ai margini del sistema solare od oltre, come la fascia di Kuiper e la Nube di Oort, un gruppo di astronomi dell’Università di Antioquia, a Medellin in Colombia, ha ipotizzato l’esistenza di un “cimitero” di comete inattive, vaganti tra le orbite di Marte e Giove.

Le comete sono fra gli oggetti più piccoli nel Sistema Solare. Composte da una mistura di rocce e ghiaccio, hanno dimensioni tipiche di qualche chilometro. Quando si avvicinano al Sole, una parte del ghiaccio sublima in gas che, assieme alle polveri, dà origine alla chioma e alla spettacolare coda sotto la spinta del vento solare.

La maggior parte delle comete osservate – dette di lungo periodo – hanno orbite altamente ellittiche che le comete completano in tempi lunghissimi, anche di migliaia di anni, avvicinandosi al Sole molto di rado. Esiste anche una popolazione di circa 500 comete di corto periodo, presumibilmente influenzate dalla potente gravitazione di Giove, che compiono un giro attorno alla nostra stella in un tempo più breve, compreso tra i 3 e i 200 anni.

Con grande sorpresa, nell’ultima decina di anni sono state scoperte anche 12 comete attive in una regione inaspettata, la cintura di asteroidi tra Marte e Giove. Proprio su queste comete si è focalizzata l’attenzione del gruppo di ricerca colombiano, che ha cercato di dare una spiegazione alla loro origine in uno studio in corso di pubblicazione su Monthly Notices of the Royal Astronomical Society.

La conclusione a cui sono giunti i ricercatori è di avere scoperto nella fascia degli asteroidi una necropoli di comete ibernate, in attesa di un soffio vitale che ne riaccenda gli ardori. “Immaginate tutti quegli asteroidi girare attorno al Sole per tempi lunghissimi, senza alcun segno di attività”, spiega il team-leader Ignacio Ferrin. “Noi abbiamo trovato che alcuni di quei corpi non sono solo rocce morte, ma comete dormienti che possono essere riportate in vita se l’energia che ricevono dal Sole cresce di una piccola percentuale”.

I ricercatori hanno calcolato che questo evento è meno raro di quanto si potesse inizialmente supporre, poiché le orbite di molti oggetti nella cintura degli asteroidi vengono spesso modificate da una “spintarella” gravitazionale di Giove. Una modificazione anche minima, ma che porterebbe le comete dormienti ad avvicinarsi al Sole quel tanto che basta per innescarne il risveglio.

Una conseguenza di questa ipotesi è che milioni di anni fa la fascia principale degli asteroidi doveva presumibilmente essere popolata da migliaia di comete attive, un numero che si è poi progressivamente quasi azzerato col passare del tempo. Le 12 comete osservate costituirebbero quindi la testimonianza residua di quel glorioso passato. Come suggerisce Ferrin: “ Potremmo chiamare questi oggetti ‘comete Lazzaro’, tornate in vita dopo essere state dormienti per migliaia o anche milioni di anni. Un fenomeno che potenzialmente potrebbe interessare ciascuna delle molte migliaia di comete quiescienti  che riteniamo si trovino nei loro paraggi”.