L'APERTURA DELLA MOSTRA A FRASCATI

Un astrofilo tra arte, scienza e tecnologia

La mostra ἐνέργεια ("energia") di Andrea Boldrini si inaugura oggi a Frascati. Emilio Sassone-Corsi lo intervista durante l'anteprima al Palazzo delle Esposizioni di Roma.

ABESCAndrea Boldrini è un nome molto noto nel mondo degli astrofili italiani. Durante gli Star Party che l’Unione Astrofili Italiani (UAI) organizza in ogni angolo d’Italia, Andrea si presenta con il suo enorme e straordinario binoscopio, un doppio dobsoniano con due specchi del diametro di 61 cm e alto quasi quattro metri. È una vera emozione mettere entrambi gli occhi a questo strumento. Osservare la galassia Whirpool M51 o l’ammasso globulare M13 è un vero spettacolo. Ma Andrea unisce alla sua passione per l’astronomia quella per l’arte. Ho partecipato all’anteprima della sua mostra ἐνέργεια (energia) che si è tenuta al Palazzo delle Esposizioni a Roma e ho colto l’occasione per porgli qualche domanda

Qual è il legame tra la tua attività astronomica e quella artistica?

Il legame che mi sembra esserci è l’atteggiamento tra lo spirito di geometria e lo spirito di finezza, un po’ parafrasando Pascal: entrambi sono necessari per una maggior comprensione non solo dell’essere umano ma di tutto ciò che ci circonda. Quando mi accosto all’osservazione del cielo stellato, ho un approccio di studio e contemplazione, soprattutto con i grandi diametri: sono riuscito a costruirmi uno dei più grandi strumenti al mondo a livello amatoriale di tipo binoculare e lo spirito di geometria è indispensabile per comprendere il cielo, le sue dinamiche, la cosmologia e come siamo arrivati a questo punto e quale comprensione ha l’uomo moderno di se stesso immerso nell’Universo. Quest’approccio deve poi allontanarsi per abbracciare l’altro aspetto che è l’estetica, percepire con i sensi, tipico dell’atteggiamento artistico. L’arte, secondo me, manifesta intrinsecamente questo senso di stupore, che è un po’ anche quello dello scienziato. Quando Galileo ha puntato per la prima volta il suo piccolo telescopio sulla Via Lattea o su Giove e ha scoperto quello che nessuno poteva immaginare, credo che la sua emozione sia stata molto simile a quella di un artista che crea la sua opera d’arte. Le due cose non sono distinte.

Perché questa mostra si chiama ἐνέργεια?

Perché l’arte è intrinsecamente energia, direi addirittura dynamis (δυναμις), potenza. Se l’arte non porta in sé questa sensazione di potenza non riesce a trasmettere l’emozione.

Nei tuoi lavori hai mai pensato di unire l’astronomia con l’arte? E in che modo?

Certo! Ad esempio uno dei lavori in mostra rappresenta un cielo stellato, dove è rappresentata una nebulosa e un’interazione tra un paesaggio celeste e un paesaggio terrestre. In mezzo c’è un volto che ricapitola tutta la natura, come se la natura stessa fosse un essere vivente, c’è quindi un punto di congiunzione tra il cielo e la terra e questo è l’uomo. ABcieloterra

La mostra vera e propria sarà inaugurata il 19 luglio alle Scuderie Aldobrandini a Frascati ma alcune opere saranno esposte all’interno del Policlinico Universitario Campus Bio-Medico di Roma. Come ha precisato Marta Risari, responsabile dell’organizzazione del Campus Bio-Medico, ”noi promuoviamo il sapere, l’interdisciplinarità delle scienze e la ricerca in tutti gli ambiti che concorrono alla cura della persona, in linea con la nostra mission – La Scienza per l’Uomo. Abbiamo quindi accolto con entusiasmo nel Policlinico le opere d’arte di Andrea Boldrini”.

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