LE PRIME IMMAGINI DEL SISTEMA GEMS

Un occhio di falco per Gemini

Un nuovo sistema di ottica adattiva che corregge la distorsione dell'atmosfera dà al telescopio Gemini in Cile la capacità di ottenere immagini molto più ampie e accurate. Le prime sette immagini ottenute con questo sistema sono spettacolari primi piani di ammassi stellari e galassie interagenti.

Un collage delle prime immagini ottenute da GeMS. Credit: Gemini Observatory/AURA

Un collage delle prime immagini ottenute da GeMS. Credit: Gemini Observatory/AURA

C’è una nuova arma nell’arsenale del Gemini Observatory, l’osservatorio internazionale costituito da una coppia di telescopi ottici gemelli situati uno in Cile e l’altro alle Hawaai. Il gemello cileno si è infatti dotato da poco di un nuovo strumento chiamato GeMS, un sistema di “ottica adattiva multi coniugata” in grado di ridurre al minimo le distorsioni dovute alla presenza dell’atmosfera terrestre. Le prime sette immagini realizzate con questo sistema evidenziano bene le sue potenzialità.

L’ottica adattiva è un sistema che permette di correggere in tempo reale la curvatura dello specchio di un telescopio, per compensare gli effetti che l’atmosfera terrestre ha sulla luce proveniente dalle stelle. Una tecnologia  alla base di molti super telescopi già attivi o in preparazione (come LBT, VLT e E-ELT), e per la quale l’Osservatorio di Arcetri dell’INAF è uno dei centri di riferimento a livello mondiale. La particolare varietà di ottica adattiva usata da GeMS permette di racchiudere porzioni più ampie di cielo in un singolo scatto, e di mantenere un’ alta risoluzione dell’immagine su tutto il campo visivo, da un angolo all’altro e dall’alto verso il basso, cosa in genere difficile da ottenere. Questo renderà lo specchio da 8 metri del telescopio Gemini più efficiente, e darà agli astronomi maggiore profondità di campo, o la possibilità di usare una gamma più ampia di filtri per analizzare la radiazione elettromagnetica.

Tra i soggetti delle 7 immagini appena pubblicate c’è l’ammasso stellare RMC 136: lo studio degli ammassi sarà infatti una delle prime applicazioni del nuovo strumento. Le altre sei immagini comprendono regioni di intensa formazione stellare così come galassie interagenti, e danno un’idea della varietà di usi che questo sistema può avere in astronomia. Le singole immagini e le descrizioni dei loro soggetti sono visibili qui.

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