REGISTRATI DA MRO DELLA NASA

Sbalzi di temperatura su Marte

Nella tenue atmosfera del Pianeta rosso si registrano ogni giorno non una ma due oscillazioni di temperatura. Per gli scienziati del Jet Propulsion Laboratory della NASA questo inatteso fenomeno può essere dovuto alle nubi di cristalli di ghiaccio d'acqua che solcano i cieli di Marte.

Mars_climate_sounder_MROUn inatteso comportamento nella atmosfera di Marte viene messo in evidenza da uno studio in corso di in corso di pubblicazione sulla rivista Geophysical Research Letters . Un gruppo di ricercatori ha infatti osservato che le temperature registrate nell’esile guscio di gas che avvolge il Pianeta rosso salgono e scendono regolarmente non una ma due volte ogni giorno. “Registriamo un massimo della temperatura verso la metà del giorno, ma anche un altro appena dopo la mezzanotte” dice Armin Kleinbohel del Jet Propulsion Laboratory della NASA, che ha guidato la ricerca.

I dati alla base dello studio sono stati raccolti dallo strumento Mars  Climate Sounder  a bordo del Mars Reconnaissance Orbiter della NASA più volte nel corso di numerosi giorni e notti marziane,  mostrando che i valori massimi e minimi delle temperature oscillano in un intervallo di 32 kelvin. Anche sulla Terra avvengono fenomeni simili  ma di entità nettamente più contenuta e limitata alla bassa atmosfera. Su Marte, che possiede un’atmosfera pari a un centesimo di quella terrestre, questi effetti sono molto più marcati e diffusi su scala globale. L’effetto semi diurno (che presenta cioè due cicli nell’arco della stessa giornata) dell’oscillazione delle temperature nell’atmosfera del Pianeta rosso era stata già osservata negli anni ’70 del secolo scorso, ma finora era ritenuta manifestarsi solo durante stagioni in cui una cospicua presenza di polveri nell’atmosfera.

“Siamo stati davvero sorpresi di osservare queste doppie oscillazioni giornaliere anche in periodi di assenza di polveri nell’atmosfera di Marte e così ci siamo interrogati su quali potessero essere le cause di questo fenomeno” continua Kleinbohel.  Secondo il team di ricercatori la risposta va cercata nelle nuvole di cristalli di ghiaccio d’acqua che per gran parte dell’anno solcano i cieli di Marte. Quelle che si trovano nella regione equatoriale a un’altezza compresa tra 10 a 30 km assorbono la luce infrarossa emessa dalla superficie durante il giorno. Queste nuvole sono relativamente trasparenti e tenui come i cirri terrestri. Tuttavia, la radiazione assorbita da queste nubi è sufficiente per riscaldare ogni giorno gli strati intermedi dell’atmosfera  e produrre l’andamento semi-diurno della temperatura, come hanno confermato le simulazioni realizzate con modelli climatici su Marte che includevano gli effetti radiativi prodotti delle nubi di ghiaccio d’acqua.

“Pensiamo a Marte come a un mondo freddo e secco con poca acqua, ma in realtà c’è più vapore acqueo nell’atmosfera marziana che negli strati superiori di quella terrestre” spiega Kleinboehl. “Sappiamo già che le nuvole di cristalli di ghiaccio d’acqua si formano nelle regioni più fredde del pianeta, ma finora gli effetti di queste nubi sull’andamento della temperatura su Marte non erano stati presi in considerazione. Oggi sappiamo che non dovremo trascurare questo aspetto se vorremo capire come funziona l’atmosfera di Marte”.