REPORTAGE DALLA PERIFERIA DELLA GALASSIA

I sobborghi in fiore della Via Lattea

Osservando in banda infrarossa le regioni più esterne rispetto al centro galattico, il telescopio spaziale Spitzer scopre numerose regioni di formazione stellare. E apre le porte ai volontari di ZooUniverse per l’analisi delle immagini.

Dozzine di giovani stelle avvistate da Spitzer mentre spruzzano getti di materia dai loro bozzoli polverosi. Crediti: NASA / JPL-Caltech / University of Wisconsin

Dozzine di giovani stelle avvistate da Spitzer mentre spruzzano getti di materia dai loro bozzoli polverosi. Crediti: NASA / JPL-Caltech / University of Wisconsin

Sospesi per l’eternità nel solco d’un braccio di spirale della Via Lattea, come reclusi sul balcone d’un anonimo condominio ai margini d’una città brulicante di vita, non possiamo far altro che osservare. E affascinati da quanto accade nel centro cittadino, rischiamo di trascurare il panorama dei sobborghi, forse più brulli ma con scorci incantevoli. Come testimoniano le immagini raccolte nel catalogo del progetto Glimpse 360, dove “Glimpse” sta per Galactic Legacy Infrared Mid-Plane Survey Extraordinaire.

Presentate mercoledì scorso a Indianapolis, nel corso del 222esimo convegno dell’American Astronomical Society, sono immagini in banda infrarossa scattate dal telescopio spaziale Spitzer della NASA. E la loro particolarità è proprio che, mentre di solito Spitzer – come del resto gli altri telescopi – si sforza d’assemblare un mosaico dell’intero piano galattico guardando in direzione del centro galattico, questa volta il suo sguardo s’è concentrato nella regione alle nostre spalle, assai meno studiata, con i suoi cieli scuri punteggiati da stelle sparse qua e là.

«Sono territori celesti che tendiamo a sorvolare», dice Barbara Whitney, astronoma dell’Università del Wisconsin che utilizza i dati di Spitzer per studiare le stelle più giovani. «Ma è proprio in queste aree poco note, ai confini esterni della galassia, che ci stiamo imbattendo in ogni sorta di nuovi processi di formazione stellare».

Quattro scorci inediti, quelli raccolti da Spitzer, che vanno ad aggiungersi ai 130 gradi di cielo già mappati dal progetto Glimpse attorno al centro galattico. Una messe di dati già in mano alle migliaia di appassionati di The Milky Way Project (una delle proposte di ZooUniverse) che, volontariamente, ne esplorano ogni meandro alla ricerca delle cosiddette “bolle cosmiche”, segno distintivo della presenza di stelle calde e massicce.

«Questa modalità di coinvolgere le persone, o crowdsourcing, è un approccio che sta davvero funzionando», sottolinea Charles Kerton, della Iowa State University. «Per comprendere la prevalenza, nella nostra galassia, di processi di formazione stellare a innesco, stiamo analizzando sempre più proprio le bolle gerarchiche individuate dai volontari».

Qui quattro fra le immagini più spettacolari raccolte da Spitzer alla periferia della Via Lattea: