UNA MAPPA 3D DELLA NOVA RICORRENTE

Fuochi d’artificio su T Pyxidis

Un team di ricerca ha usato Hubble per osservare la luce emessa dal vicino sistema binario T Pyxidis, durante la sua ultima eruzione ad aprile 2011. Il lampo di luce ha permesso di osservare i resti delle eruzioni precedenti. In questo modo i ricercatoi hanno realizzato una mappa tridimensionale della struttura della nova ricorrente, che si trova a 15.600 anni luce dalla Terra.

E’ un po’ come il gran finale in uno spettacolo di fuochi d’artificio, quando gli ultimi “botti” illuminano la polvere e il fumo rimasto dalle esplosioni precedenti. Allo stesso modo, usando il telescopio spaziale Hubble della NASA per osservare la luce emessa dal vicino sistema doppio T Pyxidis, una nova ricorrente, nell’aprile 2011, un gruppo di ricercatori è riuscito a sfruttare un lampo di luce proveniente dall’ultima esplosione stellare per osservare il materiale eruttato in precedenza dalla stella. Il tutto in 3D.

Una nova erutta quando una nana bianca – una delle due stelle del sistema binario – succhia letteralmente via materia dalla sua compagna, una nana rossa, fino a innescare reazioni di fusione termonucleare che rigettano nello spazio grandi quantità di materia. Questa nova ricorrente erutta in questo modo ogni 12 – 50 anni, aumentando di oltre 10mila volte la sua luminosità in poco più di un giorno.

T Pyxidis si trova nella costellazione Pyxis. Contrariamente alle previsioni degli astronomi, l’immagine mostra che il materiale espulso da esplosioni precedenti è rimasto in prossimità della stella, a formare un disco di detriti attorno alla nova. Questo fa pensare che il materiale continui a espandersi verso l’esterno lungo il piano orbitale del sistema, ma non si allontani dal sistema stesso.

Gli astronomi si aspettavano, piuttosto, di trovare un guscio sferico attorno alla nova, e non un disco. Il disco è inclinato di circa 30 gradi sul lato rivolto verso la Terra. Dai dati ottenuti si evince che la stella compagna ha un ruolo fondamentale nel plasmare il materiale espulso, creando il disco a forma di frittella.

Credit: NASA, ESA, A. Crotts, J. Sokoloski, and H. Uthas (Columbia University), and S. Lawrence (Hofstra University)

Credit: NASA, ESA, A. Crotts, J. Sokoloski, and H. Uthas (Columbia University), and S. Lawrence (Hofstra University)

Gli astronomi hanno utilizzato la Wide Field Camera 3 montata su Hubble, sfruttando l’eruzione della nova per tracciare il percorso della luce mentre illuminava il disco e il materiale di precedenti esplosioni. Il disco è di enormi dimensioni, circa un anno luce, e la luce della nova ricorrente non riesce a illuminarlo tutto: la luce, infatti, si diffonde sul materiale come se fosse un’eco. Tramite la luce è possibile vedere quali parti sono più prossime alla Terra e quali le più distanti e i ricercatori hanno potuto realizzare per la prima volta una mappa 3D della struttura.

Il team ha potuto stimare con precisione la distanza della stella dalla Terra: 15.600 anni luce. Stime precedenti erano comprese tra 6.500 e 16.000 anni luce. T Pyxidis ha una storia di esplosioni: oltre l’evento del 2011, altre eruzioni note precedenti si sono verificate nel 1890, 1902, 1920, 1944 e 1966.

I risultati verranno presentati martedì prossimo all’American Astronomical Society a Indianapolis.