ROBERTO BUONANNO TIRA LE SOMME

Bilancio positivo per la SAIt

Ad una settimana dalla conclusione del 57* congresso della SAIt il Presidente della Società Astronomica Italiana tira le somme dei quattro giorni di confronto tenutisi a Bologna. A Capaccioli e Setti la medaglia Pietro Tacchini

Il professor Massimo Capaccioli (a sinistra) mentre riceve la la medaglia “Pietro Tacchini” dal presidente della SAIt Roberto Buonanno (a destra)

Il professor Massimo Capaccioli (a sinistra) riceve la medaglia “Pietro Tacchini” dal presidente della SAIt Roberto Buonanno (a destra)

Il 57° Congresso della SAIt, che si è svolto a Bologna dal 6 al 10 Maggio, ha visto la partecipazione di 250 fra astronomi professionisti, studenti e docenti.

Il titolo del Congresso “L’Astronomia Italiana verso Horizon 2020” individuava i temi da discutere: lo stato della Ricerca in Astrofisica in Italia, le sue prospettive e, infine, il rapporto fra la Ricerca, la Didattica e la Divulgazione.

Il programma europeo Horizon 2020, in particolare, prospetta un cambiamento profondo del rapporto che deve esistere fra Ricerca e Società. In questo campo Horizon 2020 assegna ai Ricercatori non  tanto (o, non solo) il compito di informare l’opinione pubblica sui risultati che essi ottengono nella loro attività ma, piuttosto,  la missione di elevare la qualità della richiesta culturale che da quella proviene.

Le affollate sessioni parallele sulla didattica e sulla divulgazione hanno mostrato l’interesse della comunità astronomica a discutere di queste tematiche.

Di Didattica e Formazione, da un lato, e di Comunicazione, dall’altro,  si è discusso anche in sessioni plenarie facendo emergere i rapporti che su questi temi legano il mondo universitario e scolastico con quello della Ricerca.

Le relazioni scientifiche hanno riguardato tutte le attività nelle quali è impegnata la comunità italiana. Sono stati presentati sia i programmi maturi che quelli in sviluppo. Per le missioni spaziali ampio spazio è stato dato a GAIA, Planck, Herschel, Bepi Colombo, CHEOPS, Solar Orbiter, Euclid, JUICE, per i progetti a terra ci sono stati interessanti aggiornamenti su VST, TNG, LBT, Strumenti di VLT, ALMA, SKA, SRT e CTA/ASTRI.

Sono da segnalare le sessioni Astro-Fit e INAF-Highlights che hanno messo in luce un gruppo di giovani astronomi che rappresentano lo spaccato di una vasta platea di giovani ricercatori di valore.

E’ da evidenziare l’intervento di apertura in sostegno della ricostruzione della “Città della Scienza” di Napoli e quello su “SETI: Search for Extra-Terrestrial Intelligence”. Molto seguite sono state le due conferenze pubbliche, una di Massimo Capaccioli e l’altra di Nanni Bignami.

A conclusione del Congresso il Presidente Bignami ha delineato lo stato e le prospettive dell’INAf mettendo in luce in particolare il ruolo che l’Istituto ha avuto per il definitivo avvio dei progetti EELT, SKA, CTA/ASTRI.

Sono convinto che l’ottima intesa che già esiste con l’INAF può svilupparsi con la collaborazione nella attuazione delle tradizionali scuole della SAIt con il supporto delle Sezioni della Sait che sono diffuse in molte Regioni italiane. Per non subire gli effetti di scelte politiche poco attente alle necessità specifiche della Ricerca, l’Astrofisica in Italia deve dotarsi di una strategia di lunghissimo respiro. Questa strategia è stata indicata dal Congresso di Bologna e si basa sui grandi progetti dell’astrofisica e il loro patrimonio di dati. Utilizzando questa miniera di risorse disponibili per la didattica, i professionisti possono far sì che gli studenti e gli appassionati si trasformino in ambasciatori della Astrofisica in Italia, creando –nei tempi lunghi- una opinione pubblica favorevole al finanziamento della Ricerca.

E vorrei concludere ricordando come la SAIt abbia voluto celebrare il contributo all’astronomia a due protagonisti come Massimo Capaccioli e Giancarlo Setti, insigniti con la massima onoreficenza della Società, la medaglia “Pietro Tacchini”.

* Presidente SAIt