DALL'ESPERIMENTO CDMS NEGLI USA

Un altro indizio di materia oscura

Il team dell'esperimento Cryiogenic Dark Matter Search in Minnesota riporta tre eventi anomali che potrebbero essere legati a particelle di materia oscura, ma la confidena statistica è ancora troppo bassa. Molti esperimenti cercano le elusive particelle WIMPs, tra cui l'italiano XENON al Gran Sasso.

Un tecnico al lavoro sul rivelatore dell'esperimento CDMS

Un tecnico al lavoro sul rivelatore dell’esperimento CDMS

Di scoperta, per ora, non se ne parla proprio. Quella annunciata dai ricercatori dell’esperimento CDMS-II (Cryiogenic Dark Matter Search), che cerca materia oscura grazie ai suoi rivelatori raffreddati quasi allo zero assoluto e posti sottoterra, in una ex miniera del Minnesota, è solo una possibile detection di una particella di materia oscura, e non è la prima. Già nel 2010 dallo stesso esperimento erano arrivati due eventi sospetti, che però si erano rivelati indistinguibili dal rumore di fondo. Perché il problema quando si studiano eventi così elusivi e rari – ammesso che esistano – è essere sicuri di non essere incappati in una fluttuazione casuale del rumore di fondo. che quel segnale anomalo non sia dovuto a una collisione tra particelle tradizionali che però, per qualche motivo, produce valori diversi dal solito. ecco, quella certezza non c’era tre anni fa e non c’è nemmeno adesso.

In ogni caso, al meeting del 13 aprile della American Physical Society di Denver Kevin Mc Carthy e i suoi colleghi hanno illustrato tre eventi registrati dai loro rivelatori al silicio, con le caratteristiche che ci si potrebbe aspettare come conseguenza di collisioni tra particelle ordinarie e WIMPS (Weakly Interactive Massive Particles, le presunte particelle che dovrebbero comporre la materia oscura). Il semplice rumore di fondo avrebbe voluto non più di 0,7 eventi di quel tipo in quel set di dati. Lo studio è anche pubblicato su Arxiv.

Nei termini usati dai fisici, siamo a un livello di confidenza statistica di 3 sigma, ben sotto i 5 richiesti per parlare di “scoperta”. Quello che è più interessante è che, se i dati raccolti da CDMS fossero “buoni”, indicherebbero una massa delle WIMP di 8,6 gigaelettronvolt, molto più bassa di quanto la maggior parte dei fisici si aspetta.

Comunque vada è un piccolo ma importante passo verso la soluzione del mistero. La corsa alla scoperta della materia oscura resta apertissima, e vede in gara oltre a CDMS anche gli esperimenti LUX in South Dakota e gli esperimenti XENON e DAMA al Gran Sasso. E anche, lassù nello spazio agganciato a ISS, lo spettrometro AMS, che solo pochi giorni fa ha trovato i “suoi” indizi di materia oscura.