NUOVE IMMAGINI DA MESSENGER

L’altro lato di Mercurio

La sonda spaziale della Nasa, lanciata nel 2011 e in orbita fino al 2015, ha fotografato crateri vulcanici su Mercurio, circondati da una superficie liscia e levigata molto diversa da quella butterata e "ruvida" che lo ricopre per la maggior parte. La causa è il raffreddamento di estese colate di lava fuoriuscite dalle crepe della superficie.

Criditi: NASA/Johns Hopkins University Applied Physics Laboratory/Carnegie Institution of Washington

Criditi: NASA/Johns Hopkins University Applied Physics Laboratory/Carnegie Institution of Washington

Sono due anni che la sonda Messenger scruta ogni angolo di Mercurio, il pianeta più recondito dell’Universo, e ha già inviato ai ricercatori circa 150mila immagini della superficie, che appare per lo più pieno di crateri e “ruvido”. Ma non tutte le zone del pianeta sono così: dietro a quel lato così aspro il pianeta ne nasconde  un altro  “morbido” e liscio.

Le ultime immagini di Messenger, infatti, mostrano pareti e pianure lisce attorno a una depressione irregolare di Mercurio. Segno che quella formazione geologica non è un cratere da impatto, come quelli lunari e come molti dei crateri osservati sullo stesso Mercurio, ma il bordo di un camino vulcanico, che si trova a nord-est del bacino Rachmaninoff ed è largo circa 36 chilometri.

Il “cratere” è circondato da una distesa di materiale altamente riflettente, espulso durante un’eruzione vulcanica. Altri condotti vulcanici sono stati trovati su Mercurio, come quello a forma di cuore nel bacino Caloris. Il materiale in superficie e la forma frastagliata del cratere sono la prova tangibile di un’eruzione e del passaggio della lava.

La formazione di questi crateri vulcanici sembra risalire a circa 4 miliardi di anni fa, quando il pianeta era particolamente attivo da un punto di vista geologico e vulcanico.