HERSCHEL E SPITZER SCOPRONO 15 PROTOSTELLE

Orione, la culla delle stelle

Il telescopio spaziale dell'ESA scopre alcune tra le più giovani stelle mai osservate, nel complesso nebuloso molecolare di Orione. Il loro studio potrà aiutare a chiarire meglio le fasi di evoluzione stellare. Lo studio è in uscita su Astrophysical Journal.

Un gruppo internazionale di ricercatori ha scoperto alcune tra le stelle più giovani mai osservate, grazie al telescopio spaziale dell’ESA Herschel, con l’ausilio del telescopio NASA Spitzer e del telescopio APEX (Atacama Pathfinder Experiment) in Cile. Queste “stelle bambine”, una quindicina, si trovano all’interno della nebulosa di Orione. Studiandole, gli astronomi hanno avvistato sorprendenti e rapidi cambiamenti nella loro luminosità.

Le 15 stelle  – o meglio protostelle, perché ancora in via di formazione e lontane dal loro picco massimo di luminosità – fanno capolino da una densa nube interstellare di gas e polvere. Per questo la loro individuazione non è stata delle più facili.

I dati vengono dalla ricerca HOPS (Herschel Orion Protostar Survey), guidata dall’Università di Toledo, nell’Ohio (USA), che ha studiato a lungo il Complesso nebuloso molecolare di Orione a una distanza dalla Terra di circa 1500/1600 anni luce, il complesso nebuloso molecolare meglio osservabile, nonché il più studiato e conosciuto.

Crediti: NASA/ESA/ESO/JPL-Caltech/Max-Planck Institute for Astronomy

Crediti: NASA/ESA/ESO/JPL-Caltech/Max-Planck Institute for Astronomy

In questa immagine, divisa in due parti, è possibile notare la nebulosa Messier 78, attorno alla quale molte delle 15 protostelle sono state avvistate. Le stelle cerchiate sono quelle localizzate da Herschel: non erano mai state osservate da Spitzer fin’ora perché troppo fredde. A sinistra, la nebulosa Messier 78 è rappresentata con tre colori, che corrispondono ai tre telescopi: il verde corrisponde alla fotocamera e spettrometro PACS (Photodetecting Array Camera and Spectrometer) di Herschel, il blu è Spitzer e il rosso è la luce catturata da APEX.

A sinistra è rappresentata la stessa regione, ma con altri colori e mostra le osservazioni a raggi infrarossi della strumentazione montata a bordo di Spitzer: il blu e il verde dall’Infrared Array Camera (IRAC) e il rosso dal Multiband Imaging Photometer (MIPS).

“Herschel ha rivelato il più grande gruppo di giovani stelle in formazione mai visto”, dice Amelia Stutz, autore principale dello studio in corso di pubblicazione su The Astrophysical Journal e ricercatrice presso il Max Planck Institute. “Con questi risultati riusciremo a studiare meglio il momento esatto in cui nascono le stelle”.

Le stelle sono il prodotto del collasso gravitazionale di una densa nube del mezzo interstellare. Il passaggio da gas freddo a una palla di plasma super caldo, che noi chiamiamo stella, è relativamente veloce, dura infatti “solo” poche centinaia di migliaia di anni. Trovare protostelle nel loro stadio iniziale è molto raro, proprio perché sono avvolte dalla nube stellare.

Delle 15 protostelle, 11 possiedono colori tendenti al rosso, il che significa che le stelle sono ancora avvolte profondamente in un involucro gassoso, nel senso che sono molto giovani, una caratteristica condivisa da altre 7 protostelle viste in precedenza da Spitzer. Il gruppo di queste 18 baby stelle rappresenta solo il cinque per cento di quelle osservate nella costellazione di Orione. Ciò potrebbe voler dire, secondo i ricercatori, che le stelle molto più giovani passano solo 25 mila anni in questa prima fase.

Per saperne di più: