A MAGGIO TERMINERANNO LE SCORTE DI ELIO LIQUIDO

Herschel si prepara alla pensione

Il telescopio orbitante a infrarossi dell'ESA sta per terminare la propria missione, a causa dell'esaurimento dell'elio liquido a bordo. Lo stop è previsto per il mese di maggio. I responsabili della missione si preparano a spostare Herschel su un'orbita solare.

HerschelBattute finali per Herschel: l’osservatorio spaziale dell’ESA sta per terminare la scorta di elio liquido refrigerante, cosa che accadrà accadere nelle prossime settimane, dopo quasi quattro anni di onorata carriera.

Il gioiellino dell’ESA è stato lanciato nello spazio il 14 maggio 2009 e si trova a 1,5 milioni di chilometri di distanza dalla Terra. Herschel, che con Planck fa parte delle cosiddette “Cornerstone Missions” dell’ESA. E’ è il più grande e potente telescopio a infrarossi mai mandato a studiare l’Universo.

Una missione pioneristica e all’avanguardia quella intrapresa quasi quattro anni fa dai ricercatori dell’ESA: il telescopio è stato in grado di coprire l’intera gamma delle lunghezze d’onda, riuscendo a scovare e studiare regioni dell’Universo ancora sconosciute. Herschel è stato concepito come un osservatorio spaziale aperto a tutta la comunità internazionale e contiene un telescopio da 3.5 metri raffreddato radiativamente a circa 80K.

Le ultime stime dei responsabili del team di ricerca che guida la missione dicono che ormai i 2300 litri di elio liquido a bordo stanno per terminare. Quando questo accadrà gli strumenti a bordo del satellite si riscalderanno e non riusciranno più a registrare le radiazioni infrarosse. Non ovviamente possibile stabilire il giorno esatto in cui questo accadrà, almeno per adesso, ma i ricercatori ritengono che possa accadere nel mese di maggio.

Al termine della missione, dopo una breve fase di test ingegneristici nella posizione orbitale attuale, Herschel potrebbe essere immesso in un’orbita solare che non intersechi quella della Terra per i prossimi secoli. Un’altra soluzione potrebbe essere l’impatto sulla Luna, pianificando una collisione ad alta velocità, in modo da utilizzare l’evento per lo studio e la ricerca di acqua.

«La fine dell’elio del satellite segnerà purtroppo la fine ineluttabile delle operazioni scientifiche a bordo, dopo quasi tre anni e dieci mesi di attività che hanno prodotto dati di qualità mai vista prima. I rivelatori di Herschel sono miracoli della tecnologia che debbono necessariamente operare a temperature di 0.3 Kelvin, vicinissime allo zero assoluto. Anche una pur minima salita della temperatura, che si realizzerà non appena l’elio liquido finisce, renderà tutti gli strumenti immediatamente inutilizzabili per osservazioni astronomiche. Sarebbe stato bello poter effettuare un “rifornimento” di elio liquido, ma purtroppo questo rimane ancora fantascienza». Così Sergio Molinari, dell’INAF-IAPS, Principal Investigator del maggiore progetto osservativo di Herschel (“Hi-GAL: the Herschel infrared Galactic Plane Survey”).

«L’opzione di lanciare Herschel verso la Luna – dice ancora – è stata per un certo tempo seriamente considerata, ma allo stato attuale è stata accantonata. In molti siamo stati favorevoli a questa possibilità, ma hanno poi prevalso considerazioni di prudenza; qualora infatti ci fossero problemi durante la fase di riavvicinamento al sistema Terra-Luna (il satellite ora orbita intorno al punto Lagrangiano chiamato L2, distante 1 milione e mezzo di chilometri da noi – equivalenti a circa 8 volte il raggio dell’orbita lunare), si potrebbe rischiare che il satellite precipiti verso la Terra anziche verso la Luna. Si è invece scelto di inserire il satellite su un’orbita solare con una velocita orbitale di poco inferiore a quella terrestre».

I ricercatori non demordono, anzi: «Quando le comunicazioni termineranno, avremo accumulato circa 22 mila ore di osservazioni, il 10% in più rispetto a quanto pianificato al lancio della missione», ha detto Leo Metcalfe, manager della missione Herschel al Centro ESA di Madrid. «Le osservazioni termineranno a breve, ma i dati che abbiamo accumulato saranno utili per studi futuri, ancora per molti e molti anni», ha detto Göran Pilbratt, ricercatore dell’ESA a Noordwijk. Molinari aggiunge: «È importante notare che il potenziale di future scoperte sarà enormemente accresciuto mettendo in relazione i dati di Herschel con dati da altri osservatori spaziali e da terra, dai raggi gamma alle lunghezze d’onda radio. E’ il cosiddetto approccio “multiwavelength”, che di qui in avanti sarà centrale per ogni campo della ricerca astronomica».

L’Italia ha investito direttamente partecipando alla costruzione degli strumenti di bordo di Herschel grazie ai finanziamenti dell’Agenzia Spaziale Italiana ed al lavoro dell’INAF con l’Istituto di Astrofisica e Planetologia Spaziali di Roma, l’Osservatorio di Arcetri, e gli Osservatori di Padova e Trieste, e del Dipartimento di Fisica dell’Università di Padova. L’Italia ha la responsabilità del più grande progetto osservativo di Herschel, chiamato “Hi-GAL: the Herschel infrared Galactic Plane Survey” nonché ruoli di assoluto rilievo nei più importanti programmi osservativi di surveys galattiche ed extra galattiche.

 

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