IMMAGINI DAL SISTEMA SOLARE

Dentro Aristarco

Nelle recenti immagini di LRO una vista panoramica di Aristarco, un cratere lunare da impatto, profondo circa 3 chilometri, che permette agli scienziati di studiare i meccanismi geologici di questa regione del nostro satellite naturale.

Guardare dentro alla Luna senza bisogno di scavare. Ecco la promessa fatta e mantenuta dal cratere Aristarco, un luogo famoso per  scienziati, astrofili, appassionati di astronomia e per chiunque ami osservare il cielo notturno. Aristarco è una delle formazioni piu luminose del nostro satellite naturale, identificable a occhio nudo come un neo bianco nel settore nord ovest della faccia lunare. In termini appena più scientifici, parliamo di un profondo cratere creato da un impatto relativamente recente avvenuto nell’Altopiano di Aristarco, le cui pareti quasi verticali espongono la complessità degi strati geologi del sottosuolo lunare come in una preziosa miniera a cielo aperto. Ovviamente gli scienziati non si potevano far sfuggire questa opportunità di studio, e il risultato è l’immagine di oggi.

La parete del cratere lunare Aristarco ripreso dalla LRO da una altitudine di 26 chilometri. Crediti: NASA/GSFC/Arizona State University

La parete del cratere lunare Aristarco ripreso dalla LRO da una altitudine di 26 chilometri. Crediti: NASA/GSFC/Arizona State University

 

L’artefice di questo panorama è la missione NASA Lunar Reconnaissance Orbiter (LRO) che dopo essere balzata agli onori della cronaca per aver ripreso le tracce che gli astronauti delle missioni Apollo hanno lasciato sul nostro satellite naturale, sta in questi mesi effettuando una attenta e dettagliata ricognizione della superficie lunare.
A novembre del 2011, la LRO sorvola il Cratere di Aristarco ad un’altitudine di appena 26 km, poco più del doppio della quota a cui volano i normali jet sulla Terra. In questa occasione, LRO utilizza le sue camere ad alta risoluzione per realizzare questo spettacolare e dettagliato colpo d’occhio (zoomabile in questa pagina) di una porzione di circa 25 Km di larghezza del lato occidentale della parete del cratere Aristarco, ripresa dall’alto e in obliquo.
L’immagine, nella sua spettacolarità, racconta uno delle storie geologiche più interessanti che abbiano segnato la faccia butterata della nostra Luna.

Lo scenario è l’Altopiano di Aristarco, considerato un vero parco divertimenti per qualiasi geologo anche alle prime armi: un altipiano roccioso, rialzato e piatto, che affianca zone tra le più chiare e le più scure di tutta la superficie lunare (dunque con albedo, o capacità di riflettere la luce, estremamente variabile).

Si potrebbe dire un luogo di frontiera, in cui convivono a distanze ristrette fenomeni geologici e rocce di tipologie ben diverse. L’altopiano è quasi completamente coperto da uno dei maggiori depositi lunari di materiale piroclastico, oggi identificati come potenziali miniere di elementi preziosi come idrogeno, ossigeno, ferro e titanio. Tutto intorno, l’altopiano è circondato dalle colate di origine lavica dell’Oceano Procellarum e la regione è percorsa da enormi canyon che ne tagliano la superficie.

A completare il quadro, l’altopiano ospita il protagonista del ritratto di oggi, un giovanissimo cratere circondato da raggi molto chiari, che abbaglia gli osservatori al loro primo approccio al telescopio. Il cratere si forma circa 450 milioni di anni fa, quando un asteroide o cometa precipita in questa zona, scavando un buco di 40Km di larghezza.  il fondo del cratere è coperto di interessanti colline, massi, fratture e sormontato da un luminosissimo e interessante picco centrale formatosi nell’impatto. Infine, nelle pareti pressoché verticali del cratere, come in un carotaggio naturale della crosta lunare profondo oltre 3 chilometri, sono visibili stratificazioni, massi ed altre tracce che permettono di identificare i molti e diversi fenomeni geologici che hanno modellato questa zona. Grazie a queste sue peculiarità, il giovane cratere (così luminoso proprio a causa della sua giovane età che non ha concesso al materiale espulso tempo sufficiente per annerirsi nei fenomeni superficiali) aumenta notevolmente il potenziale di questa zona dal punto di vista dell’esplorazione spaziale. Avendone fatto, per il passato, uno dei target scientifici identificati per le missioni Apollo, purtroppo abbandonato per altre scelte. E per il futuro, uno dei luoghi eletti tra le mete preferite di molti scienziati, per future (o futuribili) missioni spaziali.

Per vedere l’immagine zoomabile http://wms.lroc.asu.edu/lroc_browse/view/M175569775
I
l video del sorvolo http://www.youtube.com/watch?v=yb10Cpx27w0&feature=youtu.be