GIGANTESCO URAGANO SU SATURNO

La tempesta che si morde la coda

La sonda Cassini ha osservato, dal dicembre 2010 al giugno 2011, una potente e rara tempesta su Saturno, che ha raggiunto la lunghezza di più di 300 mila chilometri. La particolarità di questa tempesta è che la testa, nel giro di 267 giorni, ha inglobato la sua coda, un evento per ora unico nel sistema solare.

Il vortice della tempesta du Saturno (Crediti: NASA/JPL-Caltech/SSI/Hampton University)

Il vortice della tempesta du Saturno (Crediti: NASA/JPL-Caltech/SSI/Hampton University)

Il team della missione Cassini, in un nuovo studio apparso sulla rivista Icarus, rivela le dinamiche di una violenta tempesta su Saturno, la cui testa è arrivata a inglobare la sua scia, proprio come il leggendario Uroboro, il serpente che si morde la coda.  L’evoluzione della tempesta è stata osservata dagli scienziati della NASA tramite gli strumenti della sonda Cassini (NASA/ESA/ASI): per la prima volta i ricercatori hanno potuto studiare un fenomeno simile, unico nel nostro Sistema solare.

La tempesta è stata avvistata per la prima volta il 5 dicembre del 2010, a 33 gradi di latitudine Nord. La testa della tempesta si poi mossa verso ovest, portando con sé tutta la sua potenza e creando un vortice che ha rallentato la sua corsa. Nel corso dei mesi, tra fulmini e saette (verrebbe da dire) la tempesta ha letteralmente avvolto il gigante gassoso, percorrendo circa 300mila chilometri.

Proprio come gli uragani terresti, che si alimentano con l’energia dell’acqua calda e lasciano dietro una scia di acqua fredda, questa  tempesta di Saturno si è nutrita dell’aria calda presente nell’atmosfera del pianeta.

Crediti: NASA/JPL-Caltech/SSI/Hampton University

Crediti: NASA/JPL-Caltech/SSI/Hampton University

Gli uragani terresti, seppur potenti e devastanti, non arrivano mai a “mangiarsi la coda” in questo mode, a causa del conformazione morfologica e orografica del pianeta: incontrato prima le montagne  che li portano a esaurire le loro energia, infrangendo e bloccando venti e tempeste. Su Saturno la tempesta, invece, ha avuto campo libero, non trovando ostacoli davanti il suo drammatico e turbolento cammino.

Nel giugno del 2011, gli occhi di Cassini hanno visto che la testa della tempesta entrava in un vortice, e in quel momento tutta la potenza della tempesta ha cominciato a scemare. Ma gli studiosi continuano a domandarsi il come e il perché di un simile fenomeno. La tempesta si è definitivamente placata il 28 agosto, dopo ben 267 giorni di attività.

«Questa tempesta su Saturno era davvero un bestione», ha detto Kunio Sayanagi, autore dello studio. «Ha mantenuto la sua intensità e forza per un periodo di tempo insolito. La testa della tempesta ha corso attorno al pianeta per 201 giorni e la forza della corrente ascensionale avrebbe potuto risucchiare l’intera atmosfera terrestre in 150 giorni». Il vortice osservato da Cassini è risultato essere il più grande mai visto nella troposfera di Saturno, circa 12 mila chilometri di larghezza: questo lo porta a superare il record delle grandi tempeste di Giove, come Oval BA e la Grande Macchia Rossa. Nel 2009 era stato avvistato la più lunga e duratura tempesta mai vista su Saturno, che durò circa 334 giorni, ma 100 volte meno potente rispetto a questa.

Crediti: NASA/JPL-Caltech/SSI/Hampton University

Crediti: NASA/JPL-Caltech/SSI/Hampton University

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