CHI DÀ I NOMI ALLE STELLE

Il cielo non è in vendita

Sono molte le organizzazioni che offrono a pagamento la possibilità di dare il proprio nome a stelle. Si tratta in realtà di raggiri. Solo l’Unione Astronomica Internazionale può attribuire i nomi, e non li vende. L'unico modo per dare il proprio nome a un oggetto celeste è scoprirlo.

Dare il proprio nome, o quello del proprio compagno o compagna, a una stella o a un cratere sulla Luna o su Marte. È una richiesta che di frequente mi viene posta durante le serate osservative pubbliche che svolgo all’Osservatorio Franco Fuligni dell’ATA (www.ataonweb.it). Qualcuno arriva all’Osservatorio direttamente con una cartina e con le foto che testimoniano l’acquisto fatto e desiderano vedere la stella cui hanno attribuito il nome. Sembra un’assurdità ma è una moda molto diffusa, soprattutto fra i giovani, quella di regalare a una persona cara un oggetto celeste. Spesso non sanno in quale costellazione si trova e se la stella sia visibile nel cielo, ma la curiosità e la voglia di osservare ciò che si è appena regalato è così tanta da spingerli all’Osservatorio e chiedere di poterla osservare.

È bene sapere che NON è possibile attribuire un nome a una stella o ad un cratere lunare o marziano. I nomi delle stelle più luminose derivano dalla tradizione storica delle osservazioni babilonesi e arabe. Quelli delle stelle più deboli, visibili solo al telescopio, sono delle sigle piuttosto insignificanti attribuite dai vari cataloghi stellari realizzati sistematicamente negli ultimi paio di secoli. I nomi dei principali crateri lunari furono attribuiti dai primi osservatori al telescopio del nostro satellite. Oggi l’Unione Astronomica Internazionale (IAU) attribuisce i nomi ai crateri lunari e marziani sulla base di proposte provenienti dalla comunità scientifica internazionale che ne consentano l’identificazione non ambigua.

Sono decine in Italia e centinaia nel mondo le organizzazioni che propongono l’acquisto di stelle. Alcune si mascherano dietro nomi altisonanti come “International Star Registry” o “Name a Star – The Original Star Naming Service” o “Global Star Organization”. E lo star kit, completo di certificato di attribuzione del nome, mappa stellare e libretti vari, arriva a costare anche 300-400 Euro. Qualche volta, nelle cosiddette FAQ, in caratteri molto piccoli, si trovano frasi del tipo “Nessuno possiede legalmente le stelle, quindi nessuno può ufficialmente venderle”, però in sostanza è proprio quello che viene fatto.

Il giro di affari di queste “vendite” deve essere piuttosto elevato considerando il numero dei siti Internet che propongono questo genere di acquisti. Si tratta in realtà di raggiri che, sfruttando il fascino del cielo stellato e il piacere di voler fare un regalo speciale, compiono operazioni al limite della legalità spesso anche evadendo il fisco.

Per dare un nome ad un oggetto astronomico bisogna … scoprirlo! Agli astronomi e astrofili che scoprono un nuovo asteroide o una nuova cometa è concessa dall’IAU la facoltà di assegnare un nome di fantasia, unitamente al codice identificativo. Ma per scoprire una cometa o un asteroide bisogna studiare molto e osservare a lungo il cielo, spesso per anni. Insomma, bisogna essere appassionati di astronomia.

Forse i soldi necessari per regalare una stella potrebbero essere spesi molto meglio nell’acquistare un buon binocolo o qualche buon libro di astronomia. Potrebbe essere un primo passo vero per avvicinarsi allo studio di questa meravigliosa scienza.