IMMAGINI DAL SISTEMA SOLARE

L’asteroide ritrovato

L'asteroide 2008SE85, di cui si erano perse le tracce dopo la scoperta nel 2008, è stato nuovamente individuato e non costituisce una minaccia per la Terra. Lo dicono le osservazioni supportate dal programma SSA dell'ESA e da una comunità scientifica che lavora per proteggere il nostro pianeta dai pericoli che arrivano dallo spazio.

Quella di oggi è la storia di uno scampato pericolo. Inizia nel 2008, quando viene scoperto un asteroide potenzialmente pericoloso di cui, subito dopo la scoperta,  si perde ogni traccia.  La storia ha un lieto fine con l’immagine di oggi, che rappresenta l’orbita dell’oggetto recentemente determinata, grazie alla quale possiamo dire con certezza che l’asteroide non rappresenta un pericolo per la Terra. Il merito della notizia positiva va in prima battuta a un astrofilo tedesco supportato da un nuovo programma ESA denominato SSA (Space Situational Awareness). Più in generale, il successo è attribuibile alla folta comunità di astronomi, osservatori e istituti di ricerca che permettono la scoperta e il monitoraggio degli asteroidi e degli altri corpi potenzialmente pericolosi.

L'orbita dell'asteroide 2008SE85.

L’oggetto si chiama 2008SE85, misura circa 500 metri di diametro, e la sua scoperta è avvenuta a settembre 2008 grazie al Catalina Sky Survey, un  progetto con sede a nord di Tucson, negli Stati Uniti, dedicato alla individuazione e all’osservazione di asteroidi. Appena scoperto l’asteroide veniva classificato come un PHA, un asteroide potenzialmente pericoloso, cioè a grandi linee, un asteroide che si trova ad avvicinarsi a meno di 7 milioni di Km dalla Terra e di dimensioni sufficienti per creare danni in un eventuale impatto. Una volta scoperti, i PHA vengono monitorati dagli osservatori di tutto il mondo e le loro “gesta” sono riportate in una pagina speciale dell’MPC (Minor Planet Center), un’organizzazione  appartenente alla UAI (Unione Astronomica Internazionale), che raccoglie ed elabora i dati osservativi sui  corpi minori, diffondendoli prontamente online per la comunità dei ricercatori.

Una volta scoperto il nuovo asteroide, si è provato a seguire la solita procedura e diversi telescopi, allertati dalla pagina dell’MPC, sono stati puntati sul corpo minore. Queste osservazioni che seguono per diversi giorni (se non mesi) l’individuazione di un nuovo oggetto potenzialmente pericoloso vengono denominate “follow-up” e servono per poterne determinare la traiettoria. Purtroppo, l’operazione non riesce sempre e necessita di diverse osservazioni. Proprio come quando vediamo una macchina in lontananza e dobbiamo osservarla per un tempo sufficiente, per poter capire in quale direzione stia procedendo.

La campagna osservativa non ha avuto molto successo e 2008SE85 è scomparso da tutti i telescopi ad ottobre 2008. Le previsioni sulla sua traiettoria effettuate in quel lasso di tempo sono risultate troppo inaccurate e l’asteroide, da quel momento, è stato considerato “perso”.

Bisogna aspettare qualche anno perché entri in gioco l’astrofilo tedesco Erwin Schwab, supportato dall’ESA e dal suo nuovo programma SSA, il Space Situational Awareness. SSA è un programma che si prefigge di fornire in tempo reale informazioni accurate e dettagliate sui potenziali pericoli che minacciano la Terra dallo spazio, comprendendo sia le minacce dovute allo space weather, come gli effetti dell’attività solare, sia i rischi di impatto di asteroidi e altri oggetti. Nell’ambito di questo programma, a settembre 2012 Erwin usa il tempo osservativo del telescopio delle Canarie, l’Optical Ground Station, ritrovando l’asteroide in una posizione compatibile con le previsioni fatte nel 2008. Come accade in queste situazioni, il MPC pubblica e diffonde prontamente i nuovi in un bollettino ufficiale di ritrovamento . Le nuove osservazioni permettono finalmente di decretare che malgrado il suo nome, il PHA non costituisce una minaccia per la Terra nei prossimi anni.

Una preziosa informazione, certo. Che non può tuttavia far abbassare la guardia della comunità astronomica.
Oggi, sono circa 1300 i PHA noti e i ricercatori pensano che questo numero corrisponda solo al 20% di quelli esistenti.
Come dire che, anche in questo campo astronomico, il lavoro non manca.

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