CINQUANTAQUATTRO ANNI DELL'AGENZIA AMERICANA

Buon compleanno NASA

Ieri la NASA ha festeggiato il suo 54esimo anniversario, riproponendo sul suo sito una divertente "storia animata" realizzata nel 2008 per celebrare il compimento del mezzo secolo. Una buona occasione per ripercorrere l'avventura dell'esplorazione spaziale, con una gran colonna sonora.

Anche se non vi importa nulla di esplorazione dello spazio, andateci per la colonna sonora. Praticamente un juke box con i più grandi successi della musica pop americana e inglese (tutti in versione integrale) dal lancio dello Sputnik in poi. Perché inizia da lì, dallo “shock” per il primo satellite artificiale sovietico, il viaggio tra animazioni, immagini e registrazioni d’archivio e appunto musica che la NASA preparò qualche anno fa per il 50° anniversario dalla sua Fondazione (avvenuta il 1 ottobre 1958), e che ha riproposto ieri sul suo sito in occasione del 54° compleanno.

Su uno sfondo che rappresenta via via una diversa “casa” dell’Agenzia americana, dall’edificio classicheggiante e grigio degli esordi alle strutture avveniristiche dei nostri giorni, un personaggio animato chiamato “Automa”, un robottino verde dagli occhi rossi, conduce il visitatore attraverso le varie fasi della storia della NASA, divise per decenni.

“Entrando” nell’edificio che rappresenta quella decade, Automa riassume le principali conquiste della NASA di quel periodo, che il visitatore può approfondire grazie a video e audio d’archivio (c’è l’audio della conferenza stampa di presentazione del primo gruppo di astronauti NASA; c’è la voce di Carl Sagan; c’è, naturalmente, il celebre discorso di John Fitzgerald Kennedy che annuncia “andremo sulla Luna”). Dappertutto, tante cose da cliccare per approfondire singoli episodi, missioni o personaggi. Si può per esempio ingrandire lo Shuttle e cliccare su sue singole parti per vedere spezzoni di un vecchio documentario che ne descrive il funzionamento (e nella sezione sui paracadute si riconosce fugacemente l’astronauta italiano Umberto Guidoni)

E in sottofondo tanta, tantissima musica, che il visitatore può sfogliare grazie a un’icona in alto a sinistra che, ovviamente, cambia forma con il passare dei decenni. Prima un juke box, poi un LP, un cartuccia otto tracce, un’audiocassetta, un CD e infine un iPod. Tutti i brani si possono ascoltare da cima a fondo mentre si rilegge la storia della missione Voyager, o si scoprono i piani futuri per il lanciatore Ares.

Inevitabili le scelte per gli anni Cinquanta (da “Hound Dog” di Elvis Presley a “Johnny B Goode” di Chuck Berry, da “Rock Around the Clock” di Bill Haley a “Tutti Frutti” di Little Richard e tanti classici dell’età dell’oro del Rock’n’Roll). Prevedibili ma godibili quelle dei Sessanta (tra gli altri “Vodoo Chile” di Hendrix, “Woodstock” di Crosby Stills Nash and Young, una “Hey Jude” preceduta da Paul Mc Cartney che racconta come immagina la vita degli astronauti nello spazio). Seguono Abba, Jackson Browne, Pink Floyd, Bee Gees, Neil Young per i Settanta. Journey, INXS, Bangles, Man at Work per gli Ottanta, poi Jamiroquai e Pearl Jam per i Novanta, per chiudere con Foo Fighters, Green Day e Coldplay ad accompagnare il decennio appena concluso.

Un piccolo gioiello di divulgazione, molto apprezzato dai visitatori del sito NASA, a giudicare dai feedback positivi che si succedono nella sezione dei “commenti” (in cui però, curiosamente, manca la domanda fondamentale: e Springsteen?).

 

La storia animata dei primi 50 anni della NASA