NUOVE RILEVAZIONI DALLA MISSIONE DAWN

Vesta, pianeta mancato?

Una ricerca spiega il come e il perché degli avvallamenti scoperti sull’asteroide Vesta. Secondo Debra Buczkowski della Johns Hopkins University sarebbero simili alle fosse tettoniche che si trovano sulla Terra. Il che rafforza la tesi che Vesta abbia più livelli, come un pianeta che non è riuscito a formarsi.

Un'immagine presa dal veicolo spaziale Dawn della NASA, il 24 luglio 2011, mostra gli avvallamenti lungo l'equatore dell'asteroide Vesta (Credit: NASA/JPL-Caltech/UCLA/MPS/DLR/IDA)

Un vasto sistema di avvallamenti trovati sull’asteroide Vesta ha sorpreso gli scienziati. Sulla base delle immagini fornite lo scorso anno dal veicolo spaziale Dawn della NASA durante il suo passaggio vicino all’asteroide, i ricercatori hanno effettuato nuove misurazioni della topografia di Vesta, da cui hanno tratto alcune ipotesi sulla formazione di queste molteplici depressioni. Secondo Debra Buczkowski, del dipartimento di Fisica Applicata della Johns Hopkins University, la cui ricerca sarà pubblicata online questo sabato su Geophysical Research Letters, Vesta è stato caratterizzato da forti collisioni che hanno formato le profonde crepe presenti sulla sua superficie. Questo sarebbe stato possibile perché l’asteroide avrebbe al suo interno una differenziazione di livelli in un nucleo, un mantello e una crosta di base. Per questo, i suoi strati hanno densità differenti, che reagiscono diversamente alla forza di impatto e rendono la sua superficie ricca di avvallamenti. “Dicendo che è differenziato, stiamo praticamente affermando che Vesta era un piccolo pianeta che provava a formarsi”.

La ricerca ha mostrato la presenza di segni di roccia ignea su Vesta, segno che questa roccia era una volta fusa sull’asteroide. Questa anomalia, dato che la maggior parte degli asteroidi sono molto semplici, sarebbe la prova della sua struttura differenziata. Sempre secondo Buczkowski, le crepe trovate sulla superficie dell’asteroide sarebbero dei graben, cioè delle fosse tettoniche. “Le immagini della missione Dawn mostrano che le depressioni di Vesta hanno molte delle qualità dei graben” ha detto Buczokwski. “Ad esempio le pareti degli avvallamenti su semplici asteroidi come Eros e Lutetia sono a forma di V. Quelli di Vesta, invece, hanno piani o piatti o curvi e hanno pareti distinte su entrambi i lati, come la lettera U”.

Vesta è il secondo asteroide più massiccio del Sistema Solare ed è largo un settimo della Luna. È percorso da un vasto sistema di depressioni. La più grande, denominata Divalia Fossa, supera la dimensione del Grand Canyon e si estende per 465 chilometri di lunghezza, 22 chilometri di larghezza e 5 chilometri di profondità.

La sonda Dawn ha lasciato l’asteroide per esplorare un altro asteroide, Cerere.