CHANDRA SCOPRE UN ARCO LUMINOSO A RAGGI X

La supernova di Keplero sorprende ancora

Secondo le osservazioni del satellite Chandra della NASA, la supernova avvistata nel 1604 dall'astronomo tedesco fu non solo insolitamente potente, ma si verificò a una distanza maggiore di quanto si era pensato finora.

I raggi X del frammento della supernova di Keplero sono presenti in cinque colori dall'energia più bassa a quella più alta: rosso, giallo, verde, blu e viola.

Dal lontano 1604 gli astronomi non hanno smesso di studiarla. In quell’anno, come riportato da molte fonti a cominciare dal grande astronomo tedesco Johannes Kepler, una nuova brillantissima stella apparve in cielo, rimanendo visibile per molte settimane. Oggi sappiamo che si trattava di una supernova (una stella che esplode alla fine della sua vita) di cui sono ancora visibili i resti.

Ora l’immagine del telescopio orbitante Chandra della NASA mostra alcuni nuovi dettagli su quella che per tutti è la  supernova di Keplero. I dati forniti suggeriscono tra l’altro che la potente esplosione si sia verificata ad una distanza pari a 23.000 anni luce, diversamente da quanto si era finora pensato e cioè 13.000 anni luce.

Andando per ordine, l’immagine di Chandra ha permesso agli astronomi di determinare innanzitutto il tipo di supernova derivante dall’esplosione di Keplero, il tipo Ia come sopra citato; una particolare classe di supernovae che si verifica o quando una nana bianca guadagna massa, traendo a sé il gas di una stella compagna, o attraverso la fusione con un’altra compagna che porta all’inevitabile esplosione termonucleare.

Ma ciò che differenzia la supernova di Keplero dalle altre di tipo Ia è la disposizione dei suoi resti; infatti nella maggior parte dei casi questi dovrebbero essere simmetrici, ma per la supernova in questione hanno una forma asimmetrica con un arco luminoso che emette raggi X nella sua regione settentrionale. Questo significa che l’espansione della massa di detriti derivati dall’esplosione abbia diffuso gas e polvere intorno all’ormai defunta stella.

L’arco luminoso a raggi X può essere spiegato in due modi: la prima ipotesi suggerisce che la stella pre-supernova e la sua compagna si stessero muovendo attraverso il gas interstellare, perdendo un’elevata quantità di massa attraverso il vento e creando così un’onda d’urto. La seconda, invece, suppone che l’arco a raggi X sia stato causato dai detriti della supernova espansa in una nube interstellare di densità gradualmente crescente.

Il modello dell’arco a raggi X e quello del vento indicherebbero come distanza della supernova di Keplero un valore pari a 23.000 anni luce mentre per i suoi resti quella tra i 16.000 e i 20.000 anni luce dalla Terra.

In entrambi i modelli lo spettro a raggi X – che è la quantità di raggi X prodotti a diverse energie – rivela la presenza di una grande quantità di ferro e indica un’esplosione più energetica rispetto alla tipica  supernova rispetto di tipo Ia.

Questi risultati sono stati pubblicati il 1 settembre 2012 su “The Astrophysical Journal”.

 

 

Fonte: Media INAF | Scritto da Silvia Dragone