IMMAGINI DAL SISTEMA SOLARE

Panoramica marziana

Una vista a 360 gradi del cratere Gale è la prima cartolina a colori inviata a Terra da Curiosity. È composta da 130 immagini a bassa risoluzione scattate da una delle sette macchine fotografiche, una 34 millimetri con sensore da 2 megapixel, montate sull’albero maestro.

Dettaglio della composizione panoramica inviata da Curiosity, con Mount Sharp sullo sfondo. Crediti: NASA/JPL-Caltech/MSSS

Da un orizzonte marziano all’altro, ecco, nell’immagine in fondo all’articolo, quel che vede Curiosity guardandosi attorno. È una vista panoramica a 360 gradi del cratere Gale, la prima sequenza a colori ricevuta al JPL della NASA dal rover in missione sul pianeta rosso. In primo piano, oltre a parti dello stesso rover, il suolo del cratere: un deserto di polvere e sassi, alcuni dei quali – grandi appena 1 cm – durante l’avventuroso atterraggio sono finiti sula carrozzeria del veicolo. Fortunatamente, senza provocare il minimo danno, garantisce Mike Watkins del JPL e mission manager di Curiosity: «Anzi, sarà interessante vedere per quanto tempo ce li porteremo appresso». Sul fondo, uscendo in gran parte al di sopra del campo di vista, si erge invece il Monte Sharp, destinazione finale della lunga avventura marziana del rover.

L’immagine, oltre a testimoniare che la macchina fotografica funziona e a fornire importanti informazioni logistiche (per esempio, sul percorso da seguire nei prossimi giorni), è di quelle a forte impatto: d’altronde, chi altri potrebbe mai postare su Facebook fotografie d’un altro mondo, scattate a 250 milioni di chilometri dalla Terra? Al tempo stesso, a parte il senso di solitudine assoluta che emerge dalla sconsolante aridità del panorama, la qualità può lasciare un po’ perplessi. «Le immagini che arriveranno in futuro avranno una risoluzione fino a otto volte migliore», promette però il responsabile della camera che ha scattato le foto, Mike Malin, del Malin Space Science Systems di San Diego.

Ma di che macchina fotografica si tratta? È una delle due Mastcam installate sull’albero maestro di Curiosity, quella di sinistra, per la precisione. Fra le 17 camere presenti a bordo del rover (7 delle quali, appunto, sull’albero), le due Mastcam sono quelle espressamente dedicate alle foto panoramiche. L’autrice di questi 130 scatti ha un’ottica da 35 mm, la compagna da 100 mm. Entrambe sono dotate di un sensore da 2 megapixel e di una memoria flash da 8GB.

Roba che nemmeno uno smartphone usato, verrebbe da dire… Le ragioni per una scelta apparentemente così low-profile sono però presto spiegate. Anzitutto, si tratta di un equipaggiamento progettato oltre otto anni fa, quando caratteristiche del genere erano perfettamente in linea con quanto la tecnologia metteva a disposizione. Ma la spiegazione forse più convincente è un’altra: la banda di trasmissione a disposizione di Curiosity è di appena 250 Mbit al giorno, da condividere fra tutti gli innumerevoli strumenti di bordo. Dunque è importante non esagerare con i pixel, pena saturare il ponte radio per una giornata intera con un solo scatto. D’altronde, come mostra bene questa prima composizione (cliccare qui sotto per ingrandirla), con un buon software di ricomposizione si possono fare miracoli.