IMMAGINI DAL SISTEMA SOLARE

Quel buco sul suolo di Marte

Una recente immagine della missione Mars Reconnaissance Orbiter rivela una voragine sulla superficie del pianeta e una caverna sotterranea, probabilmente di origine vulcanica. Strutture di questo tipo sono di grande interesse per i ricercatori, perché adatte a ospitare eventuali forme di vita microbica.

Una voragine, un buco della dimensione pari a circa un sesto di un campo di calcio che si apre su un scura caverna sotterranea, sul suolo di Marte. Ecco l’inusuale e affascinante struttura geologica ritratta di recente dalla missione Nasa MRO. Un fenomeno su cui gli scienziati si stanno interrogando.

Una immagine della superficie di Marte realizzata dalla missione MRO. Crediti: NASA/JPL/University of Arizona

Il pozzo è stato scoperto in modo casuale nelle immagini racccolte recentemente dalla Mars Reconnaissance Orbiter mentre la sonda sorvolava le pendici del vulcano marziano Pavonis Mons. La voragine appare come un buco circolare di 35 metri di diametro, al centro di un cratere piu ampio e dalla pendenza più dolce. La scena è illuminata dalla luce del sole che cade dalla parte destra dell’immagine, e proprio grazie a questa luce che cade nel pozzo,  gli scienziati hanno stimato una dimensione della caverna sotterranea di almeno 20 metri di profondità.

Secondo i ricercatori, il fenomeno ha origine vulcanica e la vicinanza del vulcano Pavonis non è casuale. Caverne sotterranee simili a questa possono formarsi a seguito di una serie di colate laviche. La lava si solidifica nella parte più superficiale del flusso, a contatto con l’ambiente esterno più freddo della lava. La parte sottostante continua invece a essere fluida e scorrere come un fiume di lava sotterraneo. Il risultato finale, quando il flusso si raffredda e solidifica, è una galleria vuota con una crosta superficiale che può franare o essere “bucata” da un impatto. Generando una struttura simile a quella dell’immagine.

Ovviamente, questa è solo una delle possibili ricostruzioni del fenomeno. Rimangono diversi punti oscuri come la vera dimensione della caverna sottostante, la possibilità di verificare che del materiale sia franato dalla superficie del pianeta all’interno della caverna. Ma anche la spiegazione della presenza del cratere circolare che circonda il buco. Tutto questo verrà ulteriormente studiato grazie ad una seconda immagine di questa stessa zona che HIRISE catturerà nei prossimi mesi del 2012. Questa seconda immagine, ripresa da un punto di vista diverso, permetterà di realizzare una “immagine stereo” della caverna (leggi l’articolo sul sito dello strumento HiRISE per saperne di più).

La presenza di caverne sulla superficie di Marte non è una novità nella storia dell’esplorazione del pianeta.  Una struttura simile era stata identificata già nel 2007, sempre sulle immagini di MRO, nei pressi di un altro vulcano marziano denominato Arsia Mons (in questa immagine e in questo zoom della stessa zona). Altre caverne erano state identificate anche in precedenza, in immagini a minore risoluzione e di missioni precedenti. Caverne, pozzi, buchi e altre strutture sotterrane sono di particolare interesse per gli scienziati  essendo luoghi relativamente protetti. Ottimi candidati per ospitare eventuali forme di vita microbica e dunque costituire target adatti all’eplorazione dei prossimi rover e delle prossime missioni marziane.