SUCCESSO PER IL TEST DELLA NASA

Il salvagente spaziale

L’agenzia spaziale americana ha sperimentato con successo IRVE-3, un sistema per proteggere i veicoli spaziali durante il rientro in atmosfera. Si tratta di un guscio termico gonfiabile, capace di resistere a velocità fino a 12.000 km/h.

Il lancio di IRVE-3 (NASA/Goddard Space Center)

Si chiama IRVE 3, Inflatable Reentry Vehicle Experiment, lo scudo termico sviluppato dallo Space Technology Program della Nasa che è uscito intatto da un viaggio attraverso l’atmosfera terrestre alla velocità di circa 12.000 Km all’ora.

Lanciato da un razzo sonda alle ore 7,01 del 23 luglio nell’isola di Wallops, in Virginia, IRVE-3 doveva dimostrare che una capsula spaziale può usare un guscio esterno gonfiabile per rallentare e proteggersi quando, a velocità supersonica, entra nell’atmosfera terrestre o quando ritorna sulla Terra con il carico proveniente dalla Stazione Spaziale Internazionale.

Il vice direttore dello Space Technology Program, James Reuther, si è mostrato molto soddisfatto del test: “E’ incoraggiante vedere come i primi risultati abbiano confermato l’efficacia del deceleratore gonfiabile aerodinamico. Questo volo di prova è servito per dimostrare il valore delle tecnologie utilizzate per l’immissione nell’atmosfera degli scudi termici”.

Circa sei minuti dopo il lancio con un vettore Black Brent, IRVE-3 si è separato dal vettore e un sistema di gonfiaggio ha pompato l’azoto nel guscio dell’IRVE-3, che si è espanso fino ad assumere una forma a fungo con quasi 10 metri di diametro. Poi è precipitato a velocità ipersonica attraverso l’atmosfera terrestre. Grazie alle quattro telecamere a bordo del veicolo, gli ingegneri della sala di controllo di Wallops hanno confermato che lo scudo gonfiabile ha mantenuto la sua forma, nonostante la forza e il calore di ritorno. Strumenti di bordo hanno poi fornito i dati sulla temperatura e sulla pressione. I ricercatori studieranno le informazioni raccolte per aiutare a sviluppare futuri modelli di scudo termico gonfiabile.

Dopo il volo, durato all’incirca altri 14 minuti, IRVE-3 è caduto nell’Oceano Atlantico al largo delle coste del North Carolina. Dal lancio all’ammaraggio, in totale lo scudo termico ha impiegato 20 minuti. Il suo recupero è stato affidato all’imbarcazione Stiletto della marina statunitense.

“Un team di ingegneri e tecnici della Nasa ha dedicato gli ultimi tre anni alla preparazione del volo IRVE-3”, ha detto Lesa Roe, direttore del Nasa Langley Research Center di Hampton, Virginia “Con questo volo stiamo spingendo più in là i limiti di questa tecnologia. Non vediamo l’ora che vengano effettuati futuri lanci-test di gusci gonfiabili ancora più grandi. ”

IRVE-3 è il successore di IRVE-2, che dimostrò come uno scudo termico potesse sopravvivere intatto dopo il suo passaggio attraverso l’atmosfera terrestre. Ma sebbene le loro dimensioni fossero le stesse, IRVE-3 ha un carico più pesante ed è stato sottopposto ad un più alto ritorno di calore, molto più simile a ciò che uno scudo termico potrebbe trovare nello spazio.