L'EDITORIALE DI UMBERTO GUIDONI

E la Luna bussò…

A 43 anni dallo sbarco sulla Luna, il punto sull'esplorazione umana spaziale dell'astronauta Umberto Guidoni, due volte nello spazio con lo Shuttle e primo europeo ad abitare la Stazione Spaziale Internazionale

Mi ricordo la Luna con gli occhi di un adolescente, avevo quindici anni quando Armstrong e Aldrin sono sbarcati sul nostro satellite e hanno acceso la fantasia mia come di milioni di altri ragazzi che hanno sognato effettivamente che da grandi sarebbe andati nello spazio, come astronauti o come semplicemente turisti.

Tutto questo in realtà non si è avverato e infatti quaranta e più anni dopo stiamo ancora discutendo se valga la pena tornarci sulla Luna e in quali prospettive.

Devo dire che qualcuno è già convinto che ci tornerà e sono i cinesi e questo probabilmente farà una differenza. Però è vero che c’è stato un dibattito che ha oscillato tra la posizione di Bush, che aveva lanciato una decina di anni fa l’idea di tornare sulla Luna entro il 2020, e quella più realistica di Obama, che ha detto invece “lasciamo stare e puntiamo piuttosto verso Marte”.

Naturalmente credo che tutte e due le posizioni siano valide e sostenibili, ma credo altrettanto che siu necessario essere realisti. Credo che oggi non ci siano le risorse in questa fase per un rinnovato sforzo verso la Luna. Lo vediamo anche per quanto riguarda la Stazione Spaziale Internazionale, che credo abbia visto alcune variazioni di investimenti che ne mettono a rischio anche la sopravvivenza oltre il 2020.

Credo che se c’è qualcosa che possa cambiare questo stato di cose, questa possa essere solo la determinazione dei cinesi che continuano a mietere dei successi e forse spingeranno gli altri paesi, Europa compresa, ad impegnarsi di più nell’attività spaziale, anche quella di esplorazione umana non solo scientifica, che pure è importante, come quella che avviene nell’orbita bassa intorno alla Terra con la Stazioen Spaziale Internazionale.