PERCHE’ LA TERRA E’ RELATIVAMENTE ASCIUTTA

L’enigma dell’acqua mancante

Due astronomi statunitensi provano a capire perché sul nostro pianeta ci sia così poca acqua, cosa che gli attuali modelli teorici non spiegano. La “linea della neve”, oltre la quale il calore solare non basta a sciogliere il ghiaccio, sarebbe stata più lontana di quanto si credeva.

I due diversi modelli di formazione del disco protoplanetario/NASA, ESA, A. Feild (STScI)

A noi che ci abitiamo, la Terra sembra un pianeta decisamente ricco di acqua, ma in realtà essa rappresenta meno dell’un per cento della massa terrestre. E probabilmente l’acqua presente sulla Terra proviene in realtà da comete e asteroidi. Uno studio condotto da Rebecca Martin e Mario Livio del Space Telescope Science Institute di Baltimora ha provato a spiegare il motivo per cui il nostro pianeta è relativamente asciutto. Cosa su cui gli astronomi si interrogano da anni. Infatti, il modello teorico più accreditato spiega la formazione del sistema solare a partire da un disco protoplanetario, un disco turbinante di gas e polvere che circondava il nostro Sole. Secondo questo modello, il nostro pianeta dovrebbe essere ben più ricco di acqua. La Terra, sempre secondo il modello, dovrebbe essersi formata da materiale ghiacciato in una zona attorno al Sole dove le temperature erano abbastanza fredde da far condensare il ghiaccio stesso. Perché è relativamente asciutta?

Lo studio effettuato, basato su simulazioni al computer dell’evoluzione del sistema solare, ci spiega come il nostro pianeta si sia formato da detriti rocciosi in una zona più calda, dentro la cosiddetta “linea della neve”. Questa linea di demarcazione nel nostro sistema solare si trova attualmente nel mezzo della fascia principale degli asteroidi, una regione compresa fra le orbite di Marte e Giove; oltre questo punto la luce del Sole è troppo debole per liquefare i detriti ghiacciati rilasciati dal disco protoplanetario.

I precedenti modelli del disco di accrescimento suggerivano che la linea della neve fosse molto più vicina al Sole 4,5 miliardi di anni fa, quando la Terra si formò, e quindi il nostro pianeta avrebbe dovuto formarsi in una zona dove il ghiaccio non poteva essere sciolto dal calore solare. Ma Martin e Livio suggeriscono un’altra possibilità. “Diversamente dal modello standard del disco di accrescimento, la linea della neve nella nostra analisi non si sposta mai dentro l’orbita della Terra ma rimane, invece, sempre più esterna” ha dichiarato Livio ”e ciò spiega perché il nostro sia un pianeta asciutto. Infatti, il nostro modello spiega perché anche altri pianeti come Mercurio, Venere e Marte siano relativamente asciutti”.

“Se la linea della neve fosse stata all’interno dell’orbita della Terra quando questa si formò” ha aggiunto Martin “ìl nostro pianeta sarebbe dovuto essere un corpo ghiacciato. I pianeti come Urano e Nettuno che si sono formati oltre quella linea sono composti dal 10% di acqua. Ma la Terra non ne ha molta, e questo è sempre stato un enigma”.

Lo studio è pubblicato su Monthly Notices of the Royal Astronomical Society.