IL FENOMENO VISTO PER LA PRIMA VOLTA

La scomparsa delle polveri

In un articolo apparso sull'ultimo numero di Nature si illustra l'improvvisa diminuzione della popolazione di polveri attorno a questa giovane stella, addirittura nell'arco di alcuni anni, fenomeno mai registrato prima. Il commento di Diego Turrini dello IAPS-INAF di Roma

Un disco di polvere che improvvisamente scompare: è questo il fenomeno registrato da un team di astronomi e riportato in uno studio sulla rivista Nature di questa settimana. In sostanza, la giovane stella osservata è passata da essere circondata da una notevole quantità di densa polvere calda a una esigua quantità di polvere fredda in un tempo brevissimo, appena due anni: un battito di ciglia per i tempi della cosmologia.
Un processo mai osservato prima e che potrebbe risultare importante per spiegare la formazione dei pianeti rocciosi. Dopo la dissipazione del disco circumstellare, le giovani stelle sono circondate da dischi di polvere (i cosiddetti “debris disks”, letteralmente “dischi di detriti”) prodotta dalle collisioni tra corpi planetari alla base del processo di formazione dei pianeti. Capire come si evolvono questi dischi può contribuire a capire come si sviluppino i sistemi planetari e la loro varietà.
Il primo autore della ricerca, Carl Melis, e i suoi colleghi riportano nell’articolo la diminuzione di un fattore 30 della quantità di flusso di raggi infrarossi provenienti dalla una stella TYC   8241 2652 1   e una rapida scomparsa di detriti polverosi da una regione equivalente a quella dove orbita Mercurio nel nostro Sistema Solare.
Secondo gli autori i dati raccolti sembrano suggerire che il sistema abbia subito un evento drammatico: una così rapida fase di dispersione del disco protoplanetario, infatti, non è stata mai precedentemente riscontrata e i modelli attualmente disponibili incontrano difficoltà nello spiegare in modo soddisfacente le osservazioni fatte.

Per Diego Turrini, dello Istituto di Astrofisica e Planetologia Spaziale – INAF di Roma, “l’improvvisa diminuzione della popolazione di polveri attorno a questa giovane stella, addirittura nell’arco di alcuni anni, è un risultato che a prima vista lascia perplessi ma che apre la strada a possibilità interessanti. I processi di formazione planetaria si sviluppano su tempi scala dell’ordine del milione di anni, molto rapidamente quindi da un punto di vista cosmologico ma estremamente lentamente da una prospettiva umana. Per osservare le prime fasi della nascita di un sistema planetario nell’arco di una vita umana diventa pertanto necessaria l’osservazione di un elevato numero di stelle, in modo che la statistica dei grandi numeri possa venire in nostro aiuto”.

Per quanto riguarda la stella TYC 8241 2652 1 – continua Diego Turrini – è possibile che l’accumularsi delle osservazioni oppure un caso fortuito ci abbiano permesso di ottenere una istantanea di uno dei processi base della formazione planetaria, ossia la produzione di polvere dovuta alla collisione tra due corpi del disco protoplanetario e la sua successiva scompara. La massa di polvere calda stimata dagli autori dell’articolo, se sommata in un unico corpo, sarebbe infatti equivalente a quella di uno degli asteroidi da 100 km di diametro che popolano la fascia degli asteroidi nel nostro Sistema Solare. Le forze radiative potrebbero portare alla scomparsa di questa polvere calda su tempi scala della decina d’anni, più lentamente quindi di quanto osservato da questo team di ricercatori. È anche possibile che il corpo planetario da cui la polvere è sfuggita abbia provveduto a ricatturarla”.

È ancora presto – conclude l’astrofisico dello IAPS-INAF di Roma – per dire cosa sia realmente accaduto attorno a TYC 8241 2652 1, ma sicuramente si tratta di un evento che vale la pena di investigare maggiormente e che può rappresentare una opportunità unica per migliorare la nostra comprensione di come nasce un sistema planetario”.