IN VIAGGIO VERSO GIOVE

Juno fotografa il Grande Carro

La sonda della NASA fa un "collaudo" della fotocamera a colori che userà a partire dal 2016 per riprendere il pianeta Giove, scattando un'immagine della più nota tra le costellazioni. La conferma che gli strumenti a bordo della sonda funzionano a dovere.

Il Grande Carro visto da Juno. NASA/JPL-Caltech/SWRI/MSSS

È la costellazione che tutti, ma proprio tutti conoscono, persino quelli che il cielo stellato non sanno nemmeno da che parte iniziare a guardarlo. Non è certo questo il caso dei responsabili della missione Juno, che la NASA ha lanciato alla volta di Giove nell’agosto 2011. Ma tant’è, quando si è trattato di scegliere un “bersaglio” da fotografare per assicurarsi che la fotocamera a bordo della sonda funzionasse a dovere, il Principal Investigator di Juno Scott Bolton ha scelto proprio l’Orsa Maggiore, o Grande Carro. Ammettendo che, da ragazzo, la passione per l’astronomia gli era nata guardando in su e “tracciando quella linea immaginaria che dalle due stelle sulla parte destra del Grande Carro va su verso la Stella Polare”.

Il risultato è questa immagine, resa pubblica dalla NASA pochi giorni fa. Niente di clamoroso dal punto di vista astronomico, ma una importante conferma che la JunoCam, che a un certo punto dovrà rimandarci immagini ravvicinate dell’atmosfera gassosa di Giove, funziona a dovere. “Non sono sicuro che sia la prima immagine dell’Orsa Maggiore ripresa dallo spazio” ammette Bolton “ma di sicuro è quella presa da più lontano, visto che Juno è ormai ben oltre l’orbita di Marte”.

É ancora lungo comunque il viaggio di Juno. Solo nel 2016, dopo aver percorso oltre tre milioni di chilometri, raggiungerà Giove, dove orbiterà attorno ai poli del pianeta per 33 volte, usando i suoi nove strumenti per guardare sotto le nubi e studiare origini, struttura, atmosfera e magnetosfera del gigante del sistema solare.

La missione della NASA si avvale di un significativo contributo italiano, a partire dall’INAF che ha con Alberto Adriani dello IAPS la responsabilità scientifica dello strumento Jiram (Jovian InfraRed Auroral Mapper), finanziato dall’Agenzia Spaziale Italiana e realizzato dalla Selex Galileo.

Jiram è uno spettrometro ad immagine, associato ad una camera nel range dell’infrarosso, che permetterà di acquisire simultaneamente immagini ed informazioni spettrali nell’infrarosso attraverso l’uso di un doppio piano focale.

Altro contributo italiano, sempre grazie all’ASI, lo strumento KaT (Ka-Band Translator), realizzato da Thales Alenia Space Italia con il supporto del team scientifico dell’Università di Roma “La Sapienza”, che effettuerà esperimenti di radio-scienza in grado di fornire informazioni sulla composizione interna del pianeta e sul campo gravitazionale di Giove

Per saperne di più:

  • Consulta la sezione dedicata alla missione Juno sul sito della NASA