DALL’EARTHRISE NASA ALLA MISE DI SHANNON LUCID

Spazio nostalgia

Il periodo d’oro dell’esplorazione spaziale umana rivive in questi giorni grazie a due occasioni che più diverse non si potrebbe: una ricostruzione video della prima “alba terrestre” vista dagli astronauti dell’Apollo 8 e un’asta di tute spaziali e altri cimeli.

A sinistra, la Yastreb per EVA (extra-vehicular activity). A destra, la Sokol KV-2, tuta d'allenamento usata da Shannon Lucid

Con gli shuttle in volo verso i musei, le offerte di viaggio limitate a biglietti A/R per la ISS e la crisi economica che morde ogni ambizione a breve termine, per l’esplorazione spaziale umana sono giorni all’insegna della malinconia. Ecco allora farsi avanti iniziative e proposte rivolte al passato, fra celebrazione e rassegnazione.

Ne è un esempio la ricostruzione, appena messa in rete dalla NASA, della prima volta che occhi umani hanno visto sorgere la Terra. Era il 24 dicembre del 1968, quasi mezzo secolo fa, quando i tre membri dell’equipaggio dell’Apollo 8 – Frank Borman, il comandante, con William Anders e James Lovell – ebbero l’occasione di assistere, dall’oblò della loro astronave, a un’alba davvero straordinaria: quella del loro pianeta d’origine che si ergeva sull’orizzonte lunare. «La finestra della navicella dava verso il basso, verso la superficie della Luna», ricorda James Rice, astrogeologo al Goddard Space Flight Center, «perché Anders stava completando una ricognizione fotografica. A un certo punto, però, Lovell ha avuto la necessità di verificare la direzione di navigazione, così Borman ha compiuto una manovra di rollio». Ed è in quell’istante che, bruscamente, la Terra è apparsa innanzi ai loro occhi.

Per ricreare la scena nel modo più fedele, Ernie Wright, l’esperto NASA in animazioni, ha ricostruito l’orbita della navicella recuperandone le coordinate da un rapporto della missione Apollo 8 e dalle fotografie scattate dall’equipaggio. Quanto ai dettagli dell’orizzonte lunare, Wright ha potuto attingere alle mappe ad alta risoluzione ottenute di recente con l’altimetro laser di LRO, il Lunar Reconnaissance Orbiter. Il risultato è un video di meno d’un minuto intitolato, appunto, “Earthrise”.

A chi invece non si accontenta di immagini virtuali e ha bisogno di toccare con mano, l’opportunità di rivivere i giorni d’oro dell’esplorazione spaziale umana la fornirà nei prossimi giorni la casa d’aste Bonhams. A patto di essere disposti a spendere. A partire da domani, sabato 21 aprile, sarà infatti possibile ispezionare in anteprima, presso la sede di New York, gli oggetti che verranno messi all’incanto, il pomeriggio del 26 aprile, durante l’evento “The Space History Sale”. Una collezione di memorabilia spaziali che vede fra i pezzi più ambiti un vero e proprio guardaroba vintage a gravità zero.

Ecco così, per lui, la tuta “Yastreb” per attività extraveicolari (prezzo stimato, fra i 19mila e i 27mila euro) che arriva dritta dritta dal programma spaziale sovietico, con tanto di scritta CCCP dipinta a mano, rigorosamente in rosso, sulla parte frontale casco. Per lei, invece, imperdibile la tuta d’allenamento russa (qui però viaggiamo fra i 23mila e i 39mila euro) “Sokol KV-2“, indossata dall’astronauta americana Shannon Lucid in preparazione del suo soggiorno di sei mesi sulla Mir. Insomma, se per la festa della mamma non volete ripiegare sulla solita Birkin, tenetevi pronti a fare la vostra offerta.

Guarda il video della NASA:

Fonte: Media INAF | Scritto da Marco Malaspina