L'IMMAGINE DI HUBBLE PER IL 22° ANNO

Vista panoramica su 30 Doradus

Il telescopio spaziale della NASA e dell'ESA celebra i suoi 22 anni di attività con una immagine di una delle più spettacolari regioni di stelle in formazione conosciute, 30 Doradus nella Grande Nube di Magellano.

Nella Via Lattea non vi è niente di paragonabile, altrettanto grande e prolifica.  Si tratta di 30 Doradus, una regione di stelle in formazione, che il telescopio Hubble ha immortalato in questa immagine, cogliendo i milioni di stelle che la popolano in “lizza” per farsi catturare dallo sguardo del telescopio. Un’immagine che è stata resa pubblica per celebrare il suo 22° anniversario di attività.

A 170 mila anni luce dalla Terra, nella Grande Nube di Magellano, una piccola galassia satellite della Via Lattea, 30 Doradus è una delle zone più brillanti del nostro vicinato galattico e casa di alcune tra le più massicce stelle che siano mai state osservate.

Le stelle raccolte in questa immagine raggiungono globalmente una massa milioni di volte maggiore del nostro Sole e colpiscono per l’enorme varietà di situazioni che rappresentano: da stelle “trottola” rapidissime a “velociste” da record.

La nebulosa è abbastanza vicina alla Terra da permettere a Hubble di poterla osservare nel dettaglio, cogliendo le singole stelle in formazione, dando così agli astronomi la possibilità di comprendere meglio il meccanismo che sta alla base della nascita e dell’evoluzione di una stella.

L’immagine coglie i diversi stadi di formazione delle stelle: da quelle in embrione, ancora racchiuse nel loro bozzolo di gas e polveri, alle giovani stelle giganti che esplodono come supernova. 30 Doradus è una fabbrica che, ad un ritmo intensissimo, sforna milioni di nuove stelle.

Al centro di questa regione un giovane ammasso stellare, di soli due o tre milioni di anni, chiamato NGC 2070. Nel suo denso nucleo, RMC 136, si trovano alcuni “esemplari” di stelle tra le più massicce mai rivelate, fino a cento volte la massa del Sole.

Le radiazioni emesse da questi colossi affondano nel materiale circostante, generando fiumi di luce ultravioletta, che contribuiscono a creare le forme di questa spettacolare immagine.