NANE BIANCHE ANTICHISSIME E VICINE A NOI

Ventiquattro miliardi di anni in due

Sono due esemplari della prima generazione di stelle formatesi dopo il Big Bang, con un'età compresa tra 11 e 12 miliardi di anni e si trovano nel nostro vicinato cosmico, a soli 100 anni luce da noi. A identificarle è stato un team di astronomi grazie ai dati del satellite Spitzer della NASA.

Rappresentazione artistica di una stella nana bianca. Crediti: Mark Garlick/Science Photo Library

Chi l’ha detto che per trovare i corpi celesti più antichi bisogna necessariamente spingerci a osservare i remoti confini dell’universo? A volte anche cercare con attenzione nel nostro vicinato cosmico può dare i suoi frutti. Proprio come hanno fatto alcuni astronomi guidati da Mukremin Kilic, dell’Università dell’Oklahoma che sono riusciti a scovare due nane bianche antichissime, formatesi quando l’universo aveva poco più di un decimo dell’età attuale e che si trovano a circa cento anni luce da noi. Gli esemplari più vicini alla Terra ad oggi conosciuti delle prime stelle che si sono accese dopo il Big Bang.

Analizzando i dati del satellite Spitzer della NASA, i ricercatori sono riusciti a ricavare le temperature superficiali di WD 0346+246 e J1102 – queste le sigle dei due oggetti celesti –  che sono comprese tra 3700 e 3800 kelvin. E proprio grazie a queste informazioni gli scienziati sono riusciti a risalire all’età dei due corpi celesti, che si attesterebbe tra gli undici e i dodici miliardi di anni. “Una nana bianca può essere pensata come una stufa bollente: una volta che la stufa è stata spenta, si raffredda lentamente col passare del tempo – spiega Kilic. Misurando quanto è calata la temperatura della stella, possiamo dire da quanto tempo si è spenta. Entrambi gli oggetti celesti che abbiamo identificato si stanno raffreddando da miliardi di anni”.

Ma oltre a scoprire la veneranda età di questi oggetti celesti, i ricercatori sono riusciti a determinare anche la loro distanza, che si attesta intorno a 100 anni luce. Un risultato frutto di una lunga serie di osservazioni con il telescopio da 2.4 metri dell’MDM Observatory in Arizona che ha registrato nel corso di tre anni i loro spostamenti rispetto alle altre stelle sulla volta celeste. “La maggior parte delle stelle sono perfettamente immobili nel cielo, ma in particolare J1102 si muove rispetto a noi  alla velocità di un milione di chilometri l’ora ed è distante poco più di cento anni luce dalla Terra” dice John Thorstensen del Dartmouth College, coautore del lavoro che verrà pubblicato sulla rivista Monthly Notices of the Royal Astronomical Society. “Siamo riusciti a ottenere questo risultato misurando il piccolo scostamento nella sua traiettoria causato dal moto della Terra, paragonabile alla dimensione apparente di una monetina osservata alla distanza di oltre 100 chilometri”.