OSSERVATE DA APEX IN BANDA MILLIMETRICA

Nubi scure nel cielo del Toro

Arriva dal telescopio APEX, in Cile, l’immagine di un filamento di polvere cosmica lungo oltre dieci anni luce. Si trova nella Nube Molecolare del Toro, nella costellazione omonima, a circa 450 anni luce dalla Terra, ed è una delle regioni di formazione stellare a noi più vicine.

La porzione in alto a destra del filamento è Barnard 211, mentre la parte in basso a sinistra è Barnard 213. Le osservazioni in banda millimetrica della camera LABOCA mostrano il bagliore dei grani di polvere cosmica, in toni aranciati, sovrapposti all'immagine in luce visibile della regione, con il suo ricco sfondo di stelle. La stella brillante sopra il filamento è φ Tauri, mentre quella parzialmente visibile sul bordo sinistro dell'immagine è HD 27482. Entrambe le stelle sono più vicine a noi rispetto al filamento e non sono associate ad esso. Crediti: ESO/APEX (MPIfR/ESO/OSO)/A. Hacar et al./Digitized Sky Survey 2

Si svolgono per decine di migliaia di miliardi di chilometri, all’interno della Nube Molecolare del Toro, i due filamenti sinuosi immortalati dal telescopio APEX (Atacama Pathfinder Experiment). Sinuosi e gelidi oltre ogni immaginazione: le particelle che li compongono hanno una temperatura attorno ai 260 gradi sotto zero. Così fredde che il loro tenue bagliore può essere colto solo da occhi sensibili alle lunghezze d’onda del millimetro, come quelli della camera LABOCA, installata su APEX, che ha realizzato l’immagine qui a fianco.

Oggi sappiamo che queste macchie scure sono effettivamente nubi di gas interstellare e grani di polvere. I grani di polvere – particelle minuscole simili a fuliggine e sabbia finissima – assorbono la luce visibile, impedendoci di vedere il ricco campo stellato al di là della nube. La Nube Molecolare del Toro è particolarmente scura nella banda visibile, poiché non è illuminata da stelle massicce, come invece accade in altre regioni di formazione stellare, per esempio la Nebulosa di Orione. Al suo interno si celano stelle neonate e dense nubi di gas sull’orlo del collasso, pronte a formare ulteriori stelle.

La Nube Molecolare del Toro, nella costellazione omonima, si trova a circa 450 anni luce dalla Terra. Le due porzioni della lunga struttura filamentosa mostrata nell’immagine sono note come Barnard 211 e Barnard 213, in onore di Edward Emerson Barnard, autore all’inizio del secolo scorso dell’atlante fotografico sui “segni scuri del cielo” (On the dark markings of the sky). In luce visibile, queste regioni appaiono infatti come nastri scuri, privi di stelle. Barnard interpretò correttamente il loro aspetto come conseguenza di “materia spaziale che assorbe la luce”.

Ma queste nubi di gas e polvere non sono solamente un ostacolo per gli astronomi che vogliono osservare oltre: sono esse stesse il luogo di nascita di nuove stelle. Quando le nubi collassano sotto la spinta della gravità, si frammentano in grumi. All’interno dei grumi si formano nuclei densi, in cui l’idrogeno gassoso diventa sufficientemente concentrato e caldo da innescare le reazioni di fusione, dando così vita a nuove stelle. La nascita delle stelle è dunque avvolta in un bozzolo di polvere densa, che impedisce le osservazioni nella lunghezza d’onda visibile. Questo è il motivo per cui le osservazioni a lunghezze d’onda maggiore, come nella banda millimetrica, sono fondamentali per comprendere i primi stadi della loro formazione.

Le osservazioni sono state realizzate da Alvaro Hacar (Observatorio Astronómico Nacional-IGN, Madrid, Spagna) e collaboratori. La camera LABOCA è montata sul telescopio da 12 metri APEX, situato sulla piana di Chajnantor, nelle Ande cilene, ad un’altitudine di 5000 metri. APEX è un precursore del telescopio submillimetrico di nuova generazione, ALMA (Atacama Large Millimeter/submillimeter Array), in costruzione nella piana.

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