IMMAGINI DAL SISTEMA SOLARE

Scritto sulla sabbia (di Marte)

Scienza o arte contemporanea? In tutto il suo splendore, una delle ultime immagini delle dune di Marte catturate dalla camera HIRISE a bordo della missione NASA MRO.

A volte, scienza e arte sono solo due facce della stessa medaglia. Per rendersene conto, basta un’occhiata all’immagine di questa settimana: ritrae una porzione della superficie di Marte di circa 1 km per 1 km, situata nella zona della Terra Noachis (42 gradi latitudine sud, 42 gradi longitudine est). L’immagine è stata realizzata il 29 novembre 2011 dalla camera HIRISE (High Resolution Imaging Science Experiment), uno dei 6 strumenti scientifici a bordo della missione NASA MRO (Mars Reconnaissance Orbiter).

Una immagine di HIRISE delle dune marziane. Missione: MRO. Crediti: NASA/JPL-Caltech/Univ. of Arizona

Il contenuto scientifico dell’immagine è descritto in una semplice frase, densa di significati: alcune dune di sabbia sulla superficie marziana. Nulla di molto diverso da quanto accade sulla Terra, a dire il vero. Le dune di sabbia sono tra le strutture formate dal vento più conosciute e osservate sul pianeta marziano, proprio come nei deserti terrestri. La loro distribuzione, forma e dimensione vengono modificate dai cambiamenti della direzione e della forza del vento. Dal punto di vista geologico, studiare la formazione e l’evoluzione delle dune fornisce informazioni sulle condizioni climatiche del pianeta. Come dire che il clima è in parte scritto sulla sabbia del pianeta.

Dal punto di vista prettamente estetico, la cosa è molto più diretta. Basta un’occhiata all’immagine di HIRISE per convincersi che la bellezza mozzafiato di questi ghirigori scolpiti dal vento e delle loro incredibili sfumature di colori, quella, non necessita di studi geologici per essere compresa.

Per vedere altre bellissime immagini di HIRISE: http://hirise.lpl.arizona.edu/

La rubrica “Immagini dal Sistema Solareè a cura della Southern Europe Regional Planetary Imaging Facility (SRPIF), la Fototeca NASA ospitata presso lo IAPS di Roma con la collaborazione dello Space Photography Laboratory (SPL), la Fototeca dell’Università dell’Arizona.