SPENTO L'ULTIMO RISCALDATORE

Niente stufa al Voyager

Gli scienziati sperano così di poter contare sui dati dello spettrometro per altri tredici anni. Confidono con la capacità di resistenza alle basse temperature (-59° C) di uno strumento pensato per operare a -35 gradi centigradi.

La sonda Voyager dovrà fare a meno del suo riscaldamento. È quanto hanno deciso i manager della missione Voyager 1 che ha oltrepassato il nostro sistema solare. Alla sonda è stato spento il riscaldatore, il che ha fatto calare la sua temperatura di 23 gradi e ora gli strumenti stanno lavorando a -79 gradi centigradi, la temperatura più bassa con cui la sonda abbia dovuto fare i conti.

Questo accorgimento però permetterà alla Voyager 1 di poter continuare a trasmettere dati per altri 13 anni, fino al 2025 e, con un po’ di fortuna, di regalarci qualche sorpresa. Al momento lo spettrometro continua a raccogliere e inviare dati. Ideato per lavorare ad una temperatura di -35 gradi Celsius, questo strumento ha dimostrato, nel corso di questi ultimi diciassette anni, di essere in grado di lavorare anche a temperature decisamente più basse. Dal 2005 è operativa a -59° centigradi.

È una scommessa quella fatta dagli ingegneri ma lo strumento sembra reagire bene operativamente dopo che tale decisione è stata assunta nello scorso dicembre. Si potrebbe anche ipotizzare che in realtà lo spettrometro stia operando a temperature più basse di -79° Celsius, visto che il rilevatore di temperatura non misura più in basso.

Gli scienziati e manager della missione continuano a monitorare lo spettrometro, il cui ruolo è stato particolarmente significativo durante gli incontri con Giove e Saturno e iu cui dati, da allora, sono analizzati da un team internazionale di scienziati in Francia.

Quest’ultimo apparato di riscaldamento arrestato faceva parte in relatà dello spettrometro nel vicino infrarosso, non più attivo dal 1998.