ALESSANDRO MARCONI CHAIR DELL'STC DI ESO

Guida azzurra per la scienza e la tecnica

L'astrofisico associato all’INAF e professore associato presso l'Università di Firenze dal primo gennaio di questo anno ricopre la carica di presidente del Comitato Scientifico e Tecnico presso l'Ente di ricerca. Lo abbiamo intervistato.

Quarantatré anni, astrofisico associato all’INAF e professore associato di astronomia e astrofisica presso il Dipartimento di Fisica e Astronomia dell’Università di Firenze. Alessandro Marconi, dal primo gennaio di questo anno è stato nominato presidente del Comitato Scientifico e Tecnico (Scientific and Technical Committee, STC) dell’European Southern Observatory, ESO. Un importante riconoscimento alla sua attività scientifica e più in generale a tutta la comunità astrofisica italiana. Lo abbiamo raggiunto telefonicamente per conoscere  il suo punto di vista sullo stato attuale della ricerca svolta dall’ESO, con uno sguardo al futuro.

Marconi, quali sono i compiti dello Scientific Technical Committee e quale è il suo ruolo?

I membri dell’STC sono nominati dal direttore generale dell’ESO e sono uno per ogni stato membro dell’organizzazione, a cui si aggiunge quello del Cile e altri 6 “At large”. L’STC è un comitato che fornisce consigli e indicazioni di tipo scientifico e tecnologico che riguardano il metodo in cui ESO opera e pianifica il suo futuro. L’ESO ad esempio interpella l’STC quando si tratta di scegliere, nell’ambito di una call, quale tra i progetti preselezionati di un nuovo strumento, sia quello ritenuto il migliore dal punto di vista scientifico e tecnologico. In particolare, il presidente (chair) del Comitato svolge una funzione di organizzatore e coordinatore del gruppo.

Quali sono i principali progetti scientifici che l’ESO sta portando avanti?

Direi che ce ne sono tre davvero importanti: l’osservatorio di La Silla – Paranal, l’E-ELT , European Extremely Large Telescope, e il radiotelescopio ALMA. Quest’ultimo progetto in particolare è in dirittura conclusiva, avendo già iniziato i programmi di “Early Science”. L’E-ELT è sul punto di partire e ha recentemente avuto un giudizio entusiastico da parte di STC. La fase realizzativa del progetto dovrebbe auspicabilmente prendere il via nel 2012 e parallelamente verranno assicurati i finanziamenti consistenti per le strutture osservative di Paranal e La Silla sulle Ande cilene, per consolidare e mantenere la preminenza scientifica di questi due osservatori. In particolare al Paranal sono in fase di preparazione alcuni strumenti alla cui realizzazione partecipano anche strutture dellINAF e Istituti di ricerca italiani.

Quest’anno l’ESO raggiungerà un importante traguardo: i 50 anni della sua fondazione. Molti finora sono stati i risultati conseguiti da questa organizzazione scientifica internazionale. Dal suo punto di vista, quali saranno le prospettive future di questo Ente di ricerca che oggi conta la partecipazione di 15 stati?

Ritengo che l’ESO stia diventando la più importante organizzazione per la ricerca astronomica a livello mondiale, un po’ come il CERN per la fisica delle particelle. Questo perché dispone o disporrà a breve di strutture e strumentazioni di prim’ordine, come il radiotelescopio sub millimetrico ALMA, che presto sarà pienamente operativo o il più grande osservatorio operativo a livello mondiale per quanto riguarda i telescopi della classe degli 8 metri, il Very Large Telescope. Ricordo ancora che tra 10 anni circa con la sua entrata in funzione, l’E-ELT con il suo specchio principale di ben 39 metri di diametro sarà in assoluto il più grande telescopio al mondo. Ritengo poi sia motivo di orgoglio per tutti noi il fatto che questa organizzazione sia europea e che l’Italia ne sia un membro importante. La speranza è che il nostro Paese possa consolidare in futuro il suo significativo ruolo all’interno dell’organizzazione.

 

Ascolta l’intervista completa ad Alessandro Marconi