NUOVE IPOTESI SU QUANDO SI È FORMATA LA TERRA

Milioni che fanno la differenza

Un nuovo modello colloca la comparsa della Terra nello stesso periodo dei pianeti giganti gassosi. "Una differenza di pochi milioni di anni che però cambia la ricostruzione del processo di formazione planetaria" commenta Gianfranco Magni dell'INAF-IASF.

Quando si è formata la Terra? E quando la Luna?  Sappiamo che deve essere avvenuto circa 4 miliardi e mezzo di anni fa. Fu allora che la Terra primordiale venne colpita da un corpo grande come Marte. I frammenti prodotti da quell’urto si sarebbero poi aggregati a formare la Luna. Nuovi ed elaborati modelli, basati su teorie, calcoli e studi sull’età delle rocce, cercano di datare quell’evento con un errore di pochi milioni di anni. Tra le conclusioni più recenti spicca il risultato ottenuto da Gang Yu e Stein B. Jacobsen della Harvard University, pubblicato in un articolo sul Proceedings of the National Academy of the United States of America.

“Si tratta di un modello la cui conclusione più importante avvicina il periodo di formazione della Terra a quello dei pianeti giganti gassosi”, commenta Gianfranco Magni dell’ INAF -Istituto di Astrofisica Spaziale e Fisica Cosmica di Roma. “Sappiamo che i pianeti giganti per formarsi hanno bisogno della componente gassosa presente nella nebulosa da cui ha origine il sistema planetario e questa componente, come risulta dall’osservazione dei dischi di gas e polveri attorno ad altre stelle, ha un tempo di esistenza stimato da uno ai 10 milioni di anni. La formazione dei pianeti giganti gassosi del nostro sistema solare, in particolare Giove e probabilmente Saturno, Urano e Nettuno, deve quindi essere avvenuta in questo lasso temporale”.

Il modello di Yu e Jacobsen ci dice che la Terra deve essersi formata nello stesso periodo e che il processo deve essere durato non oltre i 10 milioni di anni. “Questo avrebbe due conseguenze”, continua Magni: “anzitutto la vicinanza della fase di formazione con la presenza di gas e l’interazione della protoTerra con il gas stesso. Poi la contiguità temporale fra la formazione della Terra e di quella di Giove, con importanti conseguenze, visto l’influenza che può avere un Giove formato sull’evoluzione dinamica dei pianeti interni. Soprattutto nel modulare il bombardamento sulla Terra stessa da parte di oggetti della fascia asteroidale e di embrioni planetari, bombardamento dal quale si sarebbe formata la Luna per l’impatto con un embrione delle dimensioni di Marte. E’ quindi un modello che cambiando apparentemente di poco la cronologia della formazione dei pianeti, pochi milioni di anni rispetto ad un’età del Sistema Solare di più di 4 miliardi di anni, potrebbe avere conseguenze molto importanti su tutto il processo di formazione planetaria”.