LA SCOMPARSA DI STEVE JOBS

L’era digitale dice addio al suo fondatore

Ha rivoluzionato il modo di comunicare, ha impresso la sua impronta dando il via all'era digitale, è stato considerato il "Leonardo Da Vinci" dei nostri giorni. Chi lavora nella comunicazione non può non essergli debitore. Media INAF compresa

“Il mondo ha perso un visionario, coraggioso abbastanza da credere di poter cambiare il mondo, e aveva il talento sufficiente per farlo. Un simbolo “della genialità” americana”. Così il Presidente degli Stati Uniti, Barak Obama,  ha ricordato la scomparso di Steve Jobs, il padre di Apple e di alcune delle più brillanti invenzioni dell’era digitale, e’ morto a soli 56 anni. A stroncare Jobs è stato un cancro al pancreas, con il quale combatteva da anni e che ultimamente lo aveva costretto a lasciare anche la presidenza dell’azienda che aveva fondato due volte. Già perché dopo la prima fondazione della Apple avvenuta nel 1976 nel più classico dei garage americani, era tornato a rifondarla nel 1996, dopo averla abbandonata nel 1985. Il visionario Jobs ridette vita alla “Mela” creando una nuova era e rivoluzionando il mondo della comunicazione digitale.

E visto che media INAF è frutto anche della sua capacità visionaria non vuole esimersi dal ricordare colui che è stato definito il Leonardo Da Vinci di oggi, il più grande innovatore dei nostri tempi, colui che non ha fatto solo di Apple il marchio dell’innovazione digitale per eccellenza, sinonimo di smart-phone, touch screen, IMac, ma anche di un nuovo modo di ascoltare musica, leggere i giornali e navigare su Internet.

“L’effervescenza, la passione e l’energia di Steve sono state fonti di innumerevoli innovazioni che hanno arricchito e migliorato tutte le nostre vite – ha dichiarato Apple in un comunicato – grazie a Steve il mondo è immensamente migliorato”. Al mondo però Steve Jobs non lascia solo le sue “intuizioni geniali”, ma lascia una vita, la sua, che in se stessa è già una lezione per tutti. Il suo vero testamento, probabilmente Steve Jobs lo consegno già nel 2005 quando parlando ai neolaureati di Stansford lanciò il monito: “Siate folli, siate affamati”, il motto della sua vita.

La scomparsa di Steve Jobs ha ricevuto commenti dai leader di tutto il mondo, da Obama a Medveded, a Sarkozy, a Barroso. Ma anche del suo “concorrente” Bill Gates o del fondatore di Facebook, Mark Zuckerberg. Anche Radio Vaticana ha voluto ricordare il fondatore della Apple definendolo “genio del nostro tempo” e “alfiere dell’era digitale”.