CONVEGNO AL FEMMINILE A TRIESTE

La carica delle 101

Nello scorso fine settimana si è tenuto a Trieste il convegno”La Carica delle CentoeUno”, un incontro di 101 donne scelte in quanto donne d'impresa. Tra le relatrici anche Gabriella De Lucia, astrofisica dell'INAF-Osservatorio Astronomico di Trieste.

Un momento del convegno (Courtesy Annamaria Castellan)

Più che un momento di banale autocelebrazione – che comunque ogni tanto può far sentire bene – e più che una voglia di far sapere all’esterno chi sono e che cosa fanno, le 101 donne che si sono riunite venerdì e sabato scorsi alla Camera di Commercio di Trieste hanno voluto condividere uno spazio per raccontarsi e per connettersi attraverso la narrazione delle loro imprese. Esattamente come fosse un libro vivo.

Il convegno, nato da un’idea della scrittrice Patrizia Rigoni e titolato “La Carica delle CentoeUno”, ha raccolto le testimonianze di 101 donne che hanno un’impresa e che nella città di Trieste fanno girare l’economia: fanno commercio, pubblicità, arte, cultura e scienza. Tra le 101 oggi in Camera di Commercio c’erano manager d’impresa, dirigenti di aziende pubbliche e private, responsabili di settori, giornaliste, docenti universitarie, e ricercatrici. Per una volta il mondo della scienza è stato chiamato a partecipare all’interno di uno spazio dedicato all’impresa. E l’impresa di queste donne è concreta, ma anche metaforica. È o non è un’impresa quella di fare carriera in un mondo prevalentemente maschile?

“Sul mio lavoro non mi sono mai sentita discriminata in quanto donna – ha spiegato Gabriella de Lucia, una delle ospiti, astrofisica e ricercatrice dell’INAF- Osservatorio Astronomico di Trieste – perché in effetti ci sono molte astrofisiche in Italia. Ma devo dire che, una volta, nella mia ingenuità giovanile credevo che quei ‘baroni’ che stanno agli alti vertici del mondo scientifico se ne sarebbero andati e mano a mano sarebbero stati sostituiti anche da donne. Poi ho visto che ciò non accadeva e oggi credo che la questione sia ben più complessa di come mi appariva. Ad un certo punto vuoi una famiglia, magari dei figli, ma se vuoi fare carriera nella ricerca devi anche muoverti, viaggiare, lavorare molte ore al giorno e non c’è nessuna struttura che ti sostenga. Non ci sono aiuti per le ricercatrici con figli. Allora sei costretta a prendere una decisione troppo difficile. Io vorrei non doverlo fare: amo il mio lavoro, ma vorrei anche poter avere un figlio. Questo, secondo me, è uno dei motivi per cui non ci sono donne al vertice”.

Una situazione difficile, quella che ha dipinto la de Lucia, una sorta di “precariato” che non è più solo economico e che accomuna le donne d’impresa triestine (e non solo). Ma, nonostante ciò, dall’incontro tra vite diverse è emersa una voglia particolare di condivisione, di collaborazione e mutuo soccorso. Voglia di costruire. Di dare una spinta agli eventi con una forza tipica delle donne che hanno imprese vere, che credono in quello che fanno e che hanno passione. Sembra esserci un legame speciale – quello di genere – che tiene insieme arte, cultura, economia, turismo, artigianato, scienza.