SORPRESA DA UN CANDIDATO PIANETA NANO

Biancaneve rosso ghiaccio

Denominato "Biancaneve" perché ricoperto di ghiaccio, 2007 OR10 sembra invece essere colorato di rosso. E lascia presupporre che un tempo avesse un'atmosfera, poi dispersa nello spazio.

Lo avevano denominato Snow White, “Biancaneve”, ma di bianco non ha proprio nulla. Stiamo parlando di 2007 OR10, un piccolo corpo che appartiene alla fascia di Kuiper, una regione oltre Nettuno popolata da centinaia di migliaia di oggetti rocciosi. Tutti credevano fosse ricoperto di ghiaccio e quindi bianco, ma ora nuove analisi rivelano che il suo colore deve essere il rosso.

Snow White è grande più o meno la metà di Plutone. Individuato nel 2007 nel corso di uno studio per una tesi di dottorato, aveva attirato l’attenzione degli astronomi poiché, per dimensioni, massa e orbita si candidava ad essere promosso al livello di pianeta nano (al pari di Cerere, Plutone, Makemake, Eris e Haumea), anche se doveva vedersela con circa altri 400 potenziali rivali. Inizialmente si pensava fosse solo un frammento staccatosi da un altro pianeta nano, Haumea, ma quando sono stati utilizzati nuovi strumenti montati sul Magellan Baade Telescope in Cile, subito si è capito che la situazione era decisamente diversa: l’analisi spettrale della luce solare riflessa dall’oggetto confermava che almeno metà della sua superficie doveva essere ricoperta di ghiaccio d’acqua ma nello stesso tempo rivelava che il suo colore non era bianco ma rosso.

La stessa situazione era stata riscontrata su un altro oggetto della fascia di Kuiper, Quaoar. I ricercatori del Caltech (California Institute of Technology) impegnati nello studio hanno quindi pensato a una causa comune che spiegasse il colore rosso, come hanno illustrato in un articolo pubblicato sull’Astrophysical Journal Letters.

Secondo la loro ricostruzione, anche Snow White, come Quaoar, doveva possedere un’atmosfera primordiale. La loro massa era però troppo piccola per riuscire a trattenerla con la propria attrazione gravitazionale, così nel corso di un paio di miliardi di anni dopo la formazione, l’atmosfera si è lentamente dispersa nello spazio, lasciando come residuo un sottile strato di metano sulla superficie. Colpito dalla radiazione solare, il metano ha poi assunto un colore rossastro.

Prima di poter dichiare chiuso il caso è però necessario avere la prova definita che lo strato di metano c’è davvero, Prova che potrebbe arrivare con nuove osservazioni eseguite con un telescopio più potente, come quello del Keck. E nel frattempo si dovrà pensare a un nome ufficiale: “Biancaneve” era solo un soprannome che per di più ha perso di significato, ora che sappiamo che quel lontano corpo ghiacciato di bianco non ha proprio nulla.