LA SONDA DAWN TRASMETTE LE PRIME IMMAGINI

Vesta in vista

La sonda della NASA ha inziato a vedere il grande asteroide. Dal 16 luglio comincerà ad orbitargli attorno e a studiarlo, grazie allo strumento italiano VIR, realizzato da ASI con la guida scientifica dell'INAF.

Vesta è finalmente nel campo visivo di Dawn. Dopo oltre tre anni di viaggio la sonda della NASA è infatti prossima all’obiettivo e la camera di bordo ha cominciato a trasmettere le prime immagini del grande asteroide della fascia principale. Nel frattempo si è messo al lavoro anche un altro strumento: VIR (Visible and Infrared Mapping Spectrometer), lo spettrometro ad immagine operante nel visibile e nel vicino infrarosso.

Derivato dallo strumento VIRTIS a bordo della missione Rosetta, VIR è stato fornito dall’ Agenzia Spaziale Italiana (ASI) e realizzato con la guida scientifica del’INAF sotto la responsabilità del PI Angioletta Coradini (INAF/IFSI).

Le prime immnagini di Vesta non testimoniano solo l’inizio della fase di avvicinamento al grande corpo roccioso ma servono a Dawn per la calibrazione degli strumenti e visualizzare la posizione dell’asteroide rispetto lo sfondo delle stelle, un riferimento necessario per eseguire eventuali aggiustamenti di traiettoria che la porteranno, in poco più di due mesi, a 16 mila chilometri di distanza da Vesta. Quando ciò avverrà, data esatta 16 luglio, la sonda sarà catturata dall’attrazione gravitazionale dell’asteroide e comincerà ad orbitargli intorno per circa un anno, durante il quale ne studierà da diverse altezze le caratteristiche morfologiche, determinando la composizione chimica della superficie. Dopodiché Dawn punterà verso un altro corpo della fascia degli asteroidi: Cerere, da pochi anni promosso al livello di pianeta nano.
 
Sia nel caso di Vesta che di Cerere, grande importanza avranno i dati raccolti da VIR. Sarà proprio lo spettrografo italiano a ricostruire il suolo dei due corpi rocciosi e della loro composizione mineralogica. Informazioni fondamentali per chi studia l’evoluzione del Sistema solare. Vesta e Cerere sono infatti ritenuti due rappresentanti dei corpi risalenti a quel periodo di transizione che ha portato dall’iniziale fase di aggregazione dei planetesimi alla formazione dei pianeti veri e propri. Grazie a VIR l’Italia conferma il suo ruolo da protagonista nel campo della tecnologia spaziale e segue con entusiamo quella che si annuncia una missione capace di raggiungere grandi traguardi.

Ulteriori informazioni sul sito ufficiale della missione.