X

PARTITO CON SUCCESSO, A BORDO VITTORI

Ultima corsa per l’Endeavour

Alle 14.56 ora italiana s'è staccato dalla rampa di lancio lo Shuttle Endevour, al suo 25esimo e ultimo viaggio verso la Stazione spaziale internazionale. A bordo l'astronauta Roberto Vittori, il cacciatore di antimateria AMS e un set di esperimenti "made in Italy".

Con un assordante rombo dei motori, si è staccato dalla rampa di lancio del Kennedy Space Center in Florida, lo Shuttle Endeavour, con a bordo l’astronauta italiano Roberto Vittori. Il lancio è avvenuto con successo, puntuale, alle 14.56 ora italiana. Il 29 aprile scorso, il volo era stato rimandato a poche ore dalla partenza a causa di un guasto tecnico, rovinando la festa a centinaia di migliaia di curiosi, e oltre duemila giornalisti, accorsi per seguire l’evento (a bocca asciutta erano rimasti anche Barack Obama e famiglia, assenti quest’oggi). Stoicamente, è tornata a Cape Canaveral a salutare il marito Mark Kelly, comandante di missione, la deputata democratica dell’Arizona Gabrielle Giffords, sopravvissuta per miracolo alla sparatoria di Tucson dell’8 gennaio scorso.

Stavolta, tutto è filato liscio e si tira un sospiro di sollievo.Quasi centomila persone hanno seguito la diretta del lancio sul sito della NASA. Inizia così l’ultima avventura tra le stelle della storica navicella NASA, la seconda destinata ad andare in pensione, com’è stato per il Discovery lo scorso febbraio e come sarà per la navetta Atlantis, l’estate prossima, che chiuderà per sempre un’era durata 30 anni. Il 25esimo e ultimo viaggio dell’Endevour sta particolarmente a cuore all’Italia, sia per la presenza di Vittori nell’equipaggio, sia per la strumentazione scientifica, che prevede oltre al gigante AMS-02 realizzato con importante contributo di ASI e INFN, un set di 12 esperimenti e sei strumentazioni made in Italy.

Nonostante il ritardo nel lancio, Vittori farà in tempo a incontrare sulla Stazione spaziale il collega Paolo Nespoli, impegnato da dicembre scorso una missione di lunga durata che ormai volge al termine.  Esprime soddisfazione il presidente dell’Agenzia spaziale italiana, Enrico Saggese. “Per l’Italia è un grande successo il fatto che due italiani in orbita lavoreranno insieme. Questo ci fa stare nell’ambito di pochi paesi che hanno questa presenza continua e costante nell’esplorazione umana”.

Nella stiva l’Endevours trasporta il cacciatore di materia oscura AMS, frutto di una collaborazione internazionale che vede l’Istituto nazionale di fisica nucleare e l’Agenzia spaziale italiana tra i principali protagonisti. Il gigantesco payload, da sei tonnellate e due miliardi di dollari, andrà a indagare l’altra faccia dell’Universo, cerando tracce di antimateria, materia oscura e materia strana. Per Roberto Battiston, fisico dell’INFN e vice PI di AMS, “Questo è un giorno molto importante per me, i ricercatori italiani INFN e tutti i colleghi della collaborazione AMS di tutte le parti del mondo perché finalmente arriviamo a quello per cui per quasi 17 anni abbiamo lavorato”.

Proprio in onore del principale payload a bordo dell’Endeavour, la missione è stata soprannominata DaMa, come dark matter, materia oscura. AMS in realtà cercherà appunto di cercare tutte le forme inedite di materia che si nascondono nell’Universo, antimateria e quark strani. Tra 14 giorni, i sei astronauti faranno ritorno a casa e l’Endevour diventerà un pezzo da museo.

Il servizio video

Il servizio radiofonico

L’intervista a Enrico Saggese Presidente dell’ASI

L’intervista a Roberto Battiston dell’INFN

Categories NewsSpazio
Tags AMSAntimateriaASIINFNNASAShuttle
Daniela Cipolloni: