SORPRESA DALLA SONDA "MIRACOLATA"

Il Sole che non ti aspetti

Dopo lo schianto nel 2004, i ricercatori temevano che i campioni di vento solare raccolti dalla missione GENESIS fossero andati perduti. Invece no. Così si è scoperto che Sole e pianeti non sono fatti della stessa "pasta". Il commento di Mauro Messerotti, INAF-OA di Trieste.

Sorpresa: il Sole non è fatto della stessa “pasta” dei pianeti del Sistema solare. Lo rivelano i campioni di vento solare raccolti dalla missione Genesis della NASA. Una missione “miracolata”. Lanciata nello spazio nel 2001, aveva il compito di raccogliere campioni di vento solare, ovvero quel flusso di particelle che il Sole emette continuamente a una velocità di 450 km al secondo. Le particelle erano state intrappolate da delicate piastrelle di oro, diamante, zaffiro e altri materiali appositamente selezionati contenuti in una capsula a bordo della sonda. Pochi microgrammi sarebbero bastati a tenere i ricercatori impegnati per decenni a patto di riuscire a riavere indietro e intatte le piastrelle. Nel 2004 però avviene il disastro: sganciatasi dalla sonda, la capsula non è riuscita ad aprire i paracadute e si è schiantata nel deserto dello Utah a una velocità di 160 chilometri orari. Ai ricercatori sono così arrivati solo frammenti, ciò che era rimasto dopo quel violento impatto con il suolo.

Fortuna ha voluto che qualcosa si salvasse. Sette anni più tardi, ecco i primi risultati su cui nessuno avrebbe scommesso una lira. Ebbene, le analisi hanno rivelato marcate differenze nella composizione chimica del Sole rispetto quella dei pianeti rocciosi, anche là dove non erano attese. Come illustrato in un articolo pubblicato sui Proceedings of the National Academy of Sciences, le differenze riguardano elementi chimici quali l’ossigeno e l’azoto.

Sia nel Sole che nei pianeti questi elementi si presentano in forme diverse, detti isotopi, in base al diverso numero di neutroni presenti nei nuclei dei loro atomi. Poiché il Sole e i pianeti si sono formati dalla stessa nube di gas e polveri, ci si aspettava che la quantità di isotopi di un elemento fosse più o meno la stessa per il Sole e per i pianeti più vicini, tra i quali la Terra. Invece sono emerse differenze notevoli. 

“Genesis ha studiato il frazionamento isotopico presente nelle tre componenti che costituiscono il vento solare: il vento solare veloce, lento e le cosiddtte coronal mass ejections“, commenta l’esperto di fisica solare Mauro Messerotti dell’ INAF-Osservatorio Astronomico di Trieste. “I risultati ci dicono che i frazionamenti isotopici del Sole sono vicini a quelli di un pianeta gassoso come Giove, mentre risultano diversi rispetto ai pianeti rocciosi del Sistema solare interno. Ad esempio il frazionamento isotopico dei gas nobili, in particolare del neon, è del 38% maggiore rispetto quello presente sulla Terra. Evidentemente dal punto di vista della chimica cosmica ci sono stati dei processi non ancora ben identificati che hanno portato a questa differenziazione”.

“A seconda dei rapporti isotopici misurati, si possono ricavare informazioni sui processi che hanno portato alla loro formazione”, prosegue Messerotti. “In pratica possiamo ricavare informazioni sulla temperatura e sulla densità dell’ambiente in cui questi isotopi si sono formati.

Non male per una missione che sette anni fa, dopo quel clamoroso incidente in fase di rientro,  sembrava non avere più nulla da dire.

Ascolta l’intervista completa a Mauro Messerotti