LE CORRENTI INTERSTELLARI SPIRANO A 1.000 KM/S

Via col vento

L'osservatorio spaziale Herschel dell'ESA ha rilevato furiosi flussi di gas molecolare che soffiano via dalle galassie. Viaggiano a velocità 10.000 volte superiori rispetto a un uragano. Così, le galassie rischiano di "sgonfiarsi" come palloncini bucati e abortire sul nascere la formazione di nuove stelle.

Se esistesse l’Olimpo, sarebbe nel cuore delle galassie che albergherebbe il dio dei venti della mitologia greca Eolo. Nello spazio interstellare soffiano fortissime correnti di gas molecolare al cui confronto i venti sollevati dal peggior uragano sulla Terra sono sbuffetti d’aria. A rilevare un fenomeno sospettato da anni, ma mai osservato prima, è stato il telescopio spaziale a infrarossi Herschel dell’ESA. Stiamo parlando di flussi davvero straordinari per i nostri standard. Il più veloce spira a una velocità di oltre 1000 km/s, circa 10.000 volte più veloce di quelli sollevati da una tempesta come Katrina.

“Ora abbiamo la possibilità di studiare in che modo le correnti che soffiano via dalle galassie possono modificare l’evoluzione delle galassie stesse”, ha detto Eckhard Sturm dell’Istituto Max-Planck-per la fisica extraterrestre in Germania, primo autore dello studio pubblicato su Astrophysical Journal Letters. Secondo i ricercatori, tra i quali figura anche Roberto Maiolino dell’INAF-Osservatorio Astronomico di Roma, questi venti sono in grado di derubare enormi quantità di gas alle galassie e potrebbero essere così potenti da bloccare la formazione stellare. Infatti, portandosi via la materia prima, lascerebbero le stelle in embrione prive del nutrimento per crescere e diventare brillanti. Un “aborto” detto tecnicamente “feed-back negativo”.

Su un campione di 50 galassie, i ricercatori ne hanno individuate sei in particolare, dove i venti sono più vigorosi. I dati sono stati raccolti dallo strumento PACS a bordo del satellite Herschel (al cui funzionamento, calibrazione e controllo provvede il team italiano della collaborazione internazionale ESA). Così, i ricercatori hanno calcolato che ogni anno vola via col vento una massa pari a 1.200 volte quella del Sole.  Abbastanza per svuotare l’intero serbatoio di gas della galassia in un tempo tra 1 milione e 100 milioni di anni.

Ma come si formano correnti di tale potenza nello spazio? Probabilmente, ritengono gli scienziati, hanno origine dall’intensa emissione di radiazione e particelle delle giovani stelle, oppure dalle onde d’urto prodotte dall’esplosione delle stelle più vecchie. Un’altra possibilità chiama in causa i vortici di materia che ruotano intorno al buco nero al centro della galassia. In effetti, le galassie maggiormente spazzate dai venti sono quelle che contengono un nucleo galattico attivo, nel quale c’è un buco nero gigante che risucchia materia tutt’intorno. Forse questo fenomeno permetterà di ricostruire come si formano alcune galassie ellittiche, gigantesche isole di stelle dove non nascono più le stelle.