STATUTI IN VIGORE DAL PRIMO MAGGIO

La Gelmini presenta il PNR

Presentato nella Sala Capitolare del Senato il Piano Nazionale della Ricerca. Ad illustrarlo il Ministro Gelmini, presenti il sottosegretario Letta e il Ministro Prestigiacomo, oltre al presidente Schifani. Pubblicati gli statuti degli enti di ricerca.

È stato nel giorno della presentazione del Programma Nazionale della Ricerca che il Ministero per l’Istruzione, Università e Ricerca, ha pubblicato i nuovi statuti degli enti di ricerca, come indicato dalla legge di riordino. Gli statuti saranno in vigore a partire dal primo maggio.

Nella mattina la presentazione del Programma Nazionale della Ricerca che decolla in nome dell’innovazione, puntando a merito, Mezzogiorno e procedure più snelle, e con un finanziamento di 1.772 milioni concentrato in 14 progetti di punta. Un biglietto da visita che ha subito riscosso il consenso del mondo politico, della ricerca e dell’industria, che attendono adesso l’attuazione.

“Dopo molti anni finalmente l’Italia può avere uno strumento di pianificazione volto al rilancio della ricerca”, ha rilevato il ministro dell’Istruzione, l’Università e la Ricerca, Mariastella Gelmini, presentando il Programma a Roma ai presidenti degli enti pubblici di ricerca e del mondo universitario, insieme ai ministri di Salute, Ambiente, Affari regionali e al vicepresidente della Commissione Europea, Antonio Tajani. “Il programma – ha detto Gelmini – è un esempio della capacità del Paese di fare squadra”. Il ministro vede nel piano “un elemento strutturale per la politica economica”, che vede nella ricerca il motore dello sviluppo.

Certamente c’è molto da fare in fatto di risorse: L’Italia “investe ancora troppo poco in ricerca ed è molto lontana dal 3% del Pil che le chiede l’Europa”. Di qui la scelta di concentrare le poche risorse su pochi progetti di punta, individuati nel Programma come i 14 “progetti bandiera”. Una scelta che per il sottosegretario alla presidenza del Consiglio, Gianni Letta, è “un messaggio di fiducia e speranza per il mondo della ricerca, l’università e il mondo produttivo”. Per il presidente del Senato, Renato Schifani, la conoscenza e la ricerca sono “assolutamente fondamentali” per la crescita economica e per Tajani il programma ha una dimensione europea. Il vicepresidente della Commissione Cultura e scienza della Camera, Luigi Nicolais, “il Paese e la ricerca avevano bisogno di una strategia” e ha invitato ad una maggiore snellimento e velocizzazione delle procedure di finanziamento.

Positivo il giudizio dei ministri. Stefania Prestigiacomo (Ambiente) che vede nell’appello alla sostenibilità uno dei pilastri del programma; per Ferruccio Fazio (Salute) si va “nella stessa direzione innovativa verso la quale sta procedendo la medicina”; Raffaele Fitto (Affari regionali) vede nel piano una carta a favore della “credibilità del Paese”.

Consenso unanime anche da parte dei presidenti degli enti pubblici di ricerca, che guardano già all’attuazione: per Luciano Maiani (CNR) “occorrerà che gli enti che coordinano i progetti considerino che questi devono essere la casa di tutti”; Enrico Saggese (ASI) guarda già agli sviluppi imminenti verso il ritorno a satelliti italiani per le telecomunicazioni; per Tommaso Maccacaro (INAF) “è importante che il meccanismo che porta alla definizione di questi progetti e alla loro selezione sia chiaro sin dall’inizio”; Roberto Petronzio (INFN) attende adesso gli “accordi di programma, con la garanzia di funzionamento negli anni”.

Soddisfatto infine anche il mondo delle aziende, che con il presidente della Farmindustria, Sergio Dompé, invita a concentrare le risorse nelle aree più competitive e ad una “selezione estremamente severa”.