LA SODDISFAZIONE DI SAGGESE

“Leonardo rappresenta l’Italia sulla ISS”

Il presidente dell'ASI: "Siamo l'unico paese europeo ad aver un proprio componente della ISS. Un ruolo, quello dell'Italia, che in queste ore è confermato dall'attracco dell'ATV Kepler". Vent'anni dopo il primo volo il modulo Leonardo torna nello spazio per rimanerci. A colloquio con Sergio de Julio che consegnò come presidente dell'ente spaziale nazionale il modulo alla NASA.

È regolarmente partito alla volta della Stazione Spaziale Internazionale lo Shuttle Discovery con a bordo il modulo italiano Leonardo. Ultimo viaggio per entrambi. Il Discovery, che prese servizio nel 1984, è alla sua ultima missione. Al suo ritorno andrà in pensione nello Smithsonian Museum di Washington.

Altri due voli, STS134 e STS135, il primo dei  quali con l’astronauta italiano Roberto Vittori, e la navetta spaziale più famosa al mondo andrà definitivamente a riposo.

È al suo ultimo volo, ma solo perché non farà ritorno, il modulo Leonardo. Nato, insieme ai suoi “fratelli” Raffaello e Donatello, come modulo logistico per portare rifornimenti ed esperimenti sulla ISS e tornare carico di ciò che non serviva più, il capostipite della stirpe è stato promosso a modulo permanente e così l’Italia diventa il primo Paese europeo ad avere un proprio modulo parte integrante della Stazione Spaziale Internazionale.

Soddisfatto il presidente dell’Agenzia Spaziale Italiana (ASI), Enrico Saggese: ”La decisione di trasformare il modulo Leonardo in un elemento permanente della Stazione è una ulteriore conferma delle capacità tecnologiche raggiunte dall’Italia nel settore dei sistemi spaziali abitati”. ”Con l’aggancio di Leonardo –  aggiunge – l’Italia è l’unico Paese europeo ad avere un proprio modulo sulla Stazione Spaziale Internazionale. Con molta soddisfazione e legittimo orgoglio sottolineo che in queste ore la presenza italiana si è rafforzata ancor di più sulla Stazione”.

Saggese fa riferimento all’ATV 2 Kepler, sistema di trasporto innovativo realizzato anche con un forte contributo italiano, da poco attraccato alla Stazione. La navicella è stata accolta, come lo sarà Leonardo, dall’astronauta italiano Paolo Nespoli”.

La cerimonia di consegna del modulo Leonardo da parte dell’ASI alla NASA avvenne in Florida, al Kennedy Space Center, nel dicembre del 1999, presente l’allora presidente dell’Agenzia Spaziale Italiana, Sergio De Julio, che abbiamo intervistato. L’accordo tra la NASA e l’ASI prevedeva per l’Italia un più ampio utilizzo della Stazione Spaziale, che si aggiungeva a quello garantito nell’ambito della partecipazione ESA e soprattutto ulteriori opportunità di volo per i nostri astronauti, tre di breve e tre di lunga durata. Il suo primo volo avvenne nel marzo del 2001.

La “promozione” del modulo, che si aggancerà al Nodo 1, Unity, in realtà testimonia il ruolo che il nostro paese ha avuto nella costruzione della più grande infrastruttura spaziale concepita e realizzata, che fa si che il 60% del volume abitabile della Stazione sia stato realizzato in Italia, che il nostro paese sia l’unico in Europea ad avervi sopra una propria bandiera, che il primo europeo a salirvi a bordo fosse Umberto Guidoni.

E a aprile con l’Endeavour si parlerà ancora italiano, con il colonnello Roberto Vittori e l’AMS, l’Anti Matter Spectometer, progetto di grande rilevanza internazionale con forte contributo scientifico e finanziario di INFN e ASI.

Lo speciale di Pulsar sull’ultimo volo del Discovery e il modulo PMM