LA SONDA MESSANGER STA PER ENTRARE IN ORBITA

I segreti di Mercurio

A lungo trascurato, il primo pianeta del Sistema Solare torna alla ribalta. Gli scienziati cominciano a pensare che sia la chiave per capire come si sono formati tutti i pianeti rocciosi interni. Così è nata la missione Messenger della NASA. Che il 17 marzo arriva a destinazione. E intanto scatta ritratti di famiglia.

Si accendono i riflettori su Mercurio. Il più vicino al Sole, il più piccolo, denso e il meno esplorato tra i quattro pianeti interni (con Venere Terra e Marte) e forse il più snobato tra i suoi otto fratelli. È partito il conto alla rovescia per la sonda Messenger della NASA, lanciata nel 2004 alla scoperta dei segreti di Mercurio e ormai in dirittura d’arrivo alla meta. Dopo tre fly-by intorno al pianeta, il 17 marzo prossimo è prevista l’entrata in orbita intorno a Mercurio. Sono passati 40 anni da quando la sonda Mariner 10, la prima e finora unica, ha sorvolato il pianeta negli anni Settanta. La missione Messanger intende riempire queto gap e si prepara a trasformare la nostra conoscenza del pianeta numero uno. A presentare gli obiettivi scientifici è stato Sean Solomon, PI di Messanger, nel corso del meeting annuale dell’American Association for the Advancement of Science, a Washington DC.

Già i fly-by intorno a Mercurio hanno dato un assaggio di quante sorprese questo piccolo pianeta possa riservare, contrariamente allo scarso interesse suscitato all’epoca dalle immagini di Mariner 10, quando Mercurio sembrava un pianeta “noioso” rispetto a Venere, Marte e i giganti gassosi del Sistema Solare. Nel corso dei fly-by, infatti, si è scoperta l’esistenza di vulcani attivi su Mercurio (lo studio, con il contributo di Gabriele Cremonese dell’INAF Osservatorio Astronomico di Padova, è stato pubblicato su Science). Insomma, è un pianeta vivo, geologicamente parlando, mentre lo si dava per sepolto.

Mercurio ha parecchie stranezze. Pur essendo il mondo più vicino al Sole, con temperature superficiali che arrivano a 500 °C, potrebbe avere il ghiaccio ai poli. Inoltre, a differenza degli altri pianeti rocciosi interni, ha un gigantesco nucleo di metallo. Gli scienziati cominciano a pensare che la comprensione dei segreti di Mercurio sia la chiave per capire come tutti i pianeti rocciosi si sono formati. Così è nata la missione Messenger, la prima sonda a studiare nel dettaglio la geologia di Mercurio. In particolare, gli scienziati intendono raccogliere dati sul nucleo del pianeta.

Tre le teorie sul banco di prova per spiegare come si sia formata questa singolare struttura interna: è nato così;  era molto più grande, una volta, (da cui il grande nucleo metallico), prima che un violento impatto asportasse gran parte della crosta rocciosa; opppure, era molto più grande prima che un evento solare vaporizzasse gran parte della sua superficie. Messenger dovrebbe contribuire a determinare quale di queste teorie è corretta.

Intanto, mentre si avvicina alla sua orbita, la sonda ha scattato un favoloso ritratto di famiglia, il primo ripreso dalla cima del Sistema Solare “in giù”. In 34 scatti, combinati a mosaico in una sola foto, si vedono tutti i pianeti e le lune (a parte Urano e Nettuno, troppo lontani e bui) della grande famiglia di cui la Terra fa parte.