LE STELLE DELLA PRIMA GUARDIA

Lo zoccolo duro di Andromeda

Per la prima volta un gruppo internazionale di astronomi ha osservato un disco spesso, molto antico, nella vicina Andromeda. Quasi impossibili osservazioni simili nella Via Lattea. Aiuterà a ricostruire le prime fasi della formazione delle galassie a spirale.

Rappresentazione schematica del disco spesso nella galassia Andromeda, contenente stelle molto più vecchie rispetto al disco sottile. Credit: Amanda Smith, IoA graphics officer

Ricercatori europei e statunitensi hanno individuato per la prima volta uno spesso disco stellare nella vicina galassia di Andromeda, tra gli oggetti più fotografati dai telescopi spaziali. Analizzando le velocità delle singole stelle con il telescopio KECK nelle Hawaii, il team è riuscito a separare le stelle che si muovono all’interno del disco spesso, più antico, da quelle che costituiscono il disco sottile, più giovane, valutandone le differenze in dimensioni e caratteristiche chimiche. Una vagonata di dati che si aggiunge a quelle già esistenti e aiuta gli astronomi a vederci più chiaro nella storia evolutiva della Via Lattea, una sorta di sorella minore di Andromeda. Infatti studiare il disco più spesso significa gettare uno sguardo in una regione che si è formata relativamente presto, ma è uno sguardo quasi “proibito” nella nostra galassia a causa delle polveri che ne oscurano la vista.

Andromeda, come la maggior parte delle galassie spirali che dominano il 70% dell’Universo, è caratterizzata da un enorme disco piatto di stelle, nel suo caso esteso per circa 75000 anni luce. La struttura del disco contiene i bracci di spirale, che corrispondono a regioni di attiva formazione stellare, e circonda un rigonfiamento centrale, detto “bulge”, di vecchie stelle al centro della galassia. “Dalle osservazioni della nostra Via Lattea e di altre galassie a spirale vicine, sappiamo che queste galassie in genere possiedono due dischi stellari, uno sottile e uno più spesso”, spiega Michelle Collins, PhD presso l’Istituto di Astronomia dell’Università di Cambridge e primo autore dello studio apparso su  Monthly Notices of the Royal Astronomical Society. Il disco spesso è costituito da stelle più vecchie le cui orbite le portano lungo un percorso che si estende sia sopra che sotto il disco regolare più sottile. “Il classico disco stellare sottile che tipicamente si vede nelle immagini di  Hubble è dato dall’accrescimento di gas verso la fine della formazione della galassia,” dice Collins, “mentre i dischi spessi si formano in una fase precedente, il che li rende testimoni dei processi di evoluzione galattica”.

Attualmente, il processo di formazione del disco spesso non è ben compreso proprio per via dei limiti nello studio del disco spesso della Via Lattea. La scoperta di una tale struttura in Andromeda ci offre una visione molto più pulita della struttura a spirale. Gli astronomi potranno cercare le tracce degli eventi legati alla sua formazione e mettere alla prova alcuni modelli teorici secondo cui l’accrescimento delle galassie avverrebbe mediante la fusione di galassie satelliti più piccole o attraverso il continuo riscaldamento delle stelle poste nei bracci della spirale.